menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Ecco come e perché i pasdaran puntano sulla guerra delle spie

23 0
23.04.2026

Due episodi raccontano il divario tra i servizi segreti israeliani e quelli iraniani. Il primo è recente. Il 13 aprile, un ex redattore di un giornale militare israeliano ha ricevuto un Sms. Mittente: «Irgc», i Guardiani della rivoluzione. Il testo lo invitava a opporsi al premier israeliano Benjamin Netanyahu e a registrarsi su un sito come «partner» della milizia. La Foundation for defense of democracies, istituto di ricerca di Washington, ha studiato il caso: il tentativo di reclutamento non aveva componenti di propaganda pubblica – nessuna pubblicità sui social media, per esempio, tecnica ampiamente utilizzata da Teheran - ma era soltanto un messaggio inviato a un bersaglio, identificato grazie a dati sottratti in precedenti operazioni cyber. L’operazione ha destato l’attenzione degli analisti proprio perché mirata, silenziosa, con tutta probabilità riservata ad obiettivi di alto profilo. Eppure, firmata. Il secondo risale a tre anni fa. Ieri il direttore del Mossad David Barnea, durante la cerimonia per i caduti dell’agenzia, ha citato un agente noto come M.: trent’anni di carriera, morto all’estero mentre operava contro il programma nucleare iraniano. È successo sul........

© Libero Quotidiano