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Un giorno da Leone nel solco di Wojtyla

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12.10.2026

della propria umana fragilità e vulnerabilità, il Papa si è mosso lunga la linea tracciata dai suoi predecessori, da Giovanni Paolo II soprattutto e poi da ultimo da Francesco.

È una scelta precisa, con conseguenze teologiche importanti, per nulla scontata prima di papa Wojtyla, forse inconcepibile ai tempi del Papa Re, cioè quando il vescovo di Roma assommava nella propria persona il potere temporale a quello spirituale che gli è più proprio. Un re non espone infatti la propria malattia perché il suo potere si esercita anche simbolicamente: la sovranità assoluta che egli esercita ha necessità di mostrarsi senza crepe, compatta, sicura, padrona di se stessa. È vero che i corpi del Re sono due, quello fisico e mortale e l’altro invisibile e immortale, come aveva intuito un oscuro giurista inglese del Cinquecento ripreso poi nel secolo scorso dallo storico tedesco Ernst Kantorowicz.

Pur vero è tuttavia che è proprio il corpo fisico, nel........

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