La regressione Pd al comunismo anni '70
Il Pd di Elly Schlein – lo scriviamo da tempo - sta diventando un partito di sinistra radicale e il campo largo (con Avs e M5S), sembra una Centro sociale che non ha più nulla a che vedere con il vecchio Ulivo prodiano. Ieri Luigi Marattin, che pure del Pd è stato parlamentare, è arrivato a lanciare un pesante allarme: «Sono sempre stato contrario alle formule politiche del tipo “Comitato di salvezza nazionale” contro Tizio o Caio.
Dopo aver sentito leader e dirigenti nazionali e locali del Pd scagliarsi contro il neoliberismo, a favore della diserzione e per l’eredità del comunismo; dopo aver visto esponenti di Avs e M5S a pochi metri da chi aveva le bandiere di Hamas e di Hezbollah, sto tuttavia cominciando a cambiare idea. Penso occorra davvero un Comitato di Salvezza Nazionale. Contro una possibile vittoria del Campo Largo».
Pd, il delirio di Marco Rocco De Luca: "Distruggere il sistema, liberarsi dal giogo"
MALESSERE PROFONDO Attualmente Marattin è leader del Partito liberaldemocratico, una piccola formazione centrista che pare andare verso un’alleanza con Azione di Carlo Calenda, anch’egli proveniente dal Pd. Sono usciti dal Pd pure altri riformisti, come Pina Picierno (vicepresidente del Parlamento europeo). Segnali di un malessere profondo per il ritorno del Pd al rosso antico, il suo divorzio dal riformismo, dal ceto medio e dall’Occidente.
Sempre ieri Marattin ha scritto su X: «E voi che pensavate che........
