Così i Fratelli Musulmani vogliono prendersi gli Usa
La strategia entrista dei Fratelli Musulmani nelle istituzioni statunitensi inizia a dare frutti. Dopo la conquista di New York da parte dello sciita Zohran Mamdani, l’elezione alla Camera dei Rappresentanti dell’attivista palestinese Rashida Tlaib e di llhan Omar, la deputata di origine somala che si presenta alle sedute parlamentari con il velo islamico sul capo, ora si punta a mandare al Senato, sempre nelle liste dei Dem, Abdul El Sayed. È la nuova star del Michigan progressista che, mentre denunciava l’eccessiva influenza ebraica sulla politica americana, faceva finanziare la propria campagna elettorale da un gruppo di donatori legati alla galassia del fondamentalismo. Cifre non enormi, ma trasparenti e tracciabili come impone la legge degli Stati Uniti, per un totale di poco superiore ai 115mila dollari, provenienti da una quarantina di persone legate al Council for American Islamic Relations (CAIR).
LA STRATEGIA CULTURALE Fra le quali spicca il suocero di El Sayed, Tayeb Jukaku, nel giro ormai da parecchio tempo. Almeno dal 2005, come presidente di CAIR nel Michigan, e poi membro del suo consiglio direttivo, cariche a cui nel 2007 ha affiancato........
