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Monumento ai Caduti, la lanterna da rivalutare

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10.10.2026

Esiste la “fiaccola del genius loci”? Un testimone che in una città ci si passa di generazione in generazione per trasmettere ai posteri valori, identità e cultura con la speranza che chi viene dopo li custodisca, ne tragga ispirazione e, se possibile, li accresca? Guardando l’orizzonte di Como e la sua storia verrebbe da rispondere un “sì” convinto. E qui si vuole lanciare la proposta di dare una forma tangibile a quella “fiaccola”, posandola sulla sommità del Monumento ai Caduti, sotto forma della lanterna che già Giuseppe Terragni aveva ipotizzato di collocarvi nel progetto originale.

Prima di spiegare le ragioni della proposta, peraltro non nuova, torniamo un attimo alla “fiaccola del genius loci”. Certo, si può - e si deve - osservare che in più occasioni si sono fatti cambi “fuori campo” o “fuori tempo”, per dirla in termini sportivi, quasi fosse una staffetta sulla pista d’atletica leggera, e la torcia ha rischiato di spegnersi. Ma ci sono stati anche dei passaggi da cineteca, o da record del mondo: quando è morto Alessandro Volta, nel 1827, il suo testimone è stato raccolto non da un solo grande uomo o grande donna, bensì da una fetta via via crescente della società comasca, quella che ha fatto il ’48, dipingendo gli illustri concittadini del passato da cui trarre ispirazione direttamente sul soffitto e sulle pareti del........

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