Guerra con l’Iran, la strategia è più ampia
La guerra a bassa intensità, o la tregua ad alta intensità distruttiva, tra Stati Uniti e Iran prosegue tetragona a qualunque tentativo di interpretazione. Che cosa si propongano gli Stati Uniti è ormai incomprensibile, come ciò in cui sperano gli iraniani. L’unica cosa chiara è che sia Washington sia Teheran puntano sui blocchi: gli iraniani tengono sotto controllo lo Stretto di Hormuz, seminano mine e colpiscono le petroliere che tentano di passare; gli americani tengono sotto controllo gli iraniani che tengono sotto controllo Hormuz. Nel frattempo, gli americani bombardano l’Iran (100 obiettivi nell’ultima ondata, compresa la casa dove si svolgeva un matrimonio) e l’Iran bombarda le presenze Usa nella regione: ieri, dicono, hanno colpito il comando americano di Erbil, nel Kurdistan iracheno; l’altroieri le basi Usa in Giordania. E dicono di essere pronti, loro, a lanciare una guerra preventiva: perché lasciare questo privilegio agli americani, annunciano i loro (numerosissimi) dirigenti. Il governatore della Banca centrale iraniana, Abdolnaser........
