Il caporalato prospera se si chiudono gli occhi
Quattro giovani lavoratori afghani e pakistani, tra i 19 e i 29 anni, bruciati vivi dentro un furgone dai loro caporali. Una punizione feroce per aver osato chiedere il salario che spettava loro. Una vicenda, quella di Amendolara, in Calabria, che sembra arrivare da un’altra epoca, da un altro continente, e invece è accaduta nell’Italia del 2026. Le vittime raccoglievano fragole nelle campagne del Sud. Vivevano sotto la minaccia costante di coltelli e pistole. Lavoravano senza essere pagati. Ricevevano soltanto un tetto precario e qualcosa da mangiare, come in un lager con la libera uscita. Schiavi, nel senso letterale del termine. Uomini privati della libertà e della dignità.
La tentazione è quella di archiviare questa storia come l’ennesimo episodio di barbarie legato alle campagne meridionali. Sarebbe un errore. Perché il filo che conduce ad Amendolara arriva molto più lontano.........
