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Gli stermini sono uguali. Ma alcuni anche di più

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02.02.2026

Secondo l’autorevole “Time” - non un giornalonzolo locale qualsiasi - che cita alcuni alti funzionari del ministero della Salute di Teheran, nei due giorni di proteste in Iran l’8 e il 9 gennaio scorso sarebbero state uccise 30mila persone.

Trentamila morti ammazzati in 48 ore è un’ottima performance. Davvero efficienti, questi pasdaran, niente da dire - ci sono gli estremi per un premio di produzione a fine anno - al punto da far impallidire l’esercito israeliano, quello del genocidio, tanto per intenderci, che per far fuori 70mila palestinesi ci ha messo due anni. Oltretutto, 25mila erano pure terroristi e combattenti, quindi “solo” 45mila civili. Non è più l’Idf di una volta, evidentemente. Ma gli iraniani hanno fatto meglio anche delle agguerrite milizie di Hamas, che il 7 ottobre avevano pur messo a verbale uno score dignitosissimo: 1.200 killerati in una sola mattina. Cool. Certo, robetta rispetto ai sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti in tre anni. Ma si sa, Hitler è un po’ come l’Alpe d’Huez al Tour de France. Fuori categoria.

E quindi: 30mila morti civili in due giorni in Iran, 45mila morti civili in due anni a Gaza. Non c’è gara, onestamente. E sappiamo tutti che quei 30mila erano tutti ragazzi, studenti, oppositori politici, gente che protestava contro il regime teocratico e patriarcale, gente che chiedeva la libertà. Eppure su Gaza (tragedia mostruosa, sia chiaro) sono state fatte centinaia di prime pagine, migliaia di talk show, milioni di post sui social, miliardi di piazzate, di........

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