Ferrara, accoltellamento al liceo Ariosto: «Disagio psichico e poche risorse»
Ferrara, accoltellamento al liceo Ariosto: «Disagio psichico e poche risorse»
Domenico Bedin: «Il problema è di comunità». La prof Boari: «Educare e non rinchiudersi»
Ferrara Una coltellata nel bagno della scuola, inferta da un 22enne apparentemente senza alcun movente. È accaduto al liceo Ariosto di Ferrara, e lascia la città senza una spiegazione e con una domanda: si poteva evitare? Due voci, da ruoli diversi, convergono sulla lettura di fondo: dietro il gesto non c’è un problema di ordine pubblico, ma una sofferenza psichiatrica non intercettata.
La prima è quella di Domenico Bedin, presidente della cooperativa Meeting Point, che con servizi psichiatrici, Serd, carcere e comunità si confronta ogni giorno. «È stato un gesto isolato di un giovane malato di mente», afferma. Rifiuta con decisione la logica della fortezza nelle scuole. «Se tutti i luoghi pubblici dovessero tutelarsi da queste schegge impazzite dovremmo costruire bunker e installare metal detector ovunque... poi girare col casco e l'antiproiettili».
Bedin invita poi a tenere distinti i piani. «Un conto è parlare e combattere la devianza minorile sia a scuola che nelle piazze e un altro affrontare la questione delle persone pericolose perché malate con patologie psichiatriche e/o con dipendenze. Nel caso dell'Ariosto si tratta di questa seconda». E aggiunge: «Frequento il Serd, i servizi psichiatrici, il carcere, le comunità e........
