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Redditi e lavoro nel Ferrarese: crisi industriale e precariato

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07.03.2026

Redditi e lavoro nel Ferrarese: crisi industriale e precariato

Il Rapporto Ires ha confrontato i capoluoghi regionali sulle dichiarazioni 2024. Le quota di redditi da impiego dipendente è la minore. Quelli da pensione al top

Ferrara Una regione che continua a difendere la sua posizione economica nel panorama nazionale, ma che mostra al tempo stesso forti segnali di difficoltà legati in primo luogo alla crisi industriale e manifatturiera che si è abbattuta in modo generalizzato sul territorio e che anche nel Ferrarese sta producendo e ha prodotto effetti dirompenti. È la fotografia che emerge dall’accurata analisi condotta da Ires (Istituto ricerche economiche sociali) e che mette a confronto le province emiliano romagnole sulla base delle dichiarazioni dei redditi (effettuate nel 2024 e relative all’anno di imposta 2023) e delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti nei settori privati non agricoli, per concludersi con un focus su benessere, redditi, spesa e povertà. Con poco meno di 25.900 euro di reddito medio Irpef (e un reddito medio imponibile di 24.741 euro), l’Emilia Romagna è al quarto posto tra le regioni d’Italia, perdendo però una posizione rispetto all’anno precedente, e soprattutto segnando una crescita ( 4,8%) inferiore al tasso di inflazione (5,7%). Un quadro che, sottolinea lo studio, evidenzia «una maggiore difficoltà a tradurre le crescite nominali di redditi e retribuzioni in un effetto di miglioramento delle condizioni di vita». Commenta il segretario generale della Cgil Massimo Bussandri: «In questo Paese avviato a un declino che il Governo tenta faticosamente di nascondere sotto il tappeto, senza riuscirci, anche l’Emilia Romagna non può essere un’isola felice. Ce lo dicono soprattutto due dati: soltanto la metà dei lavoratori dipendenti privati non agricoli di questa regione sono lavoratori stabili e continuativi. Gli........

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