L’omicidio secondo Pratesi, è lui il principale imputato: “Chiedo scusa alla mamma. Ma Maati non l’ho ucciso io”
Il frame mostrato in aula che evidenzia lo strappo nel giubbotto di Maati
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Firenze, 23 giugno 2026 – “Chiedo scusa alla famiglia, in particolare alla mamma. Ma io non sono un assassino, non ho ucciso Maati”. Francesco Pratesi ha provato a scrollarsi di dosso il fardello più pesante: con un antipasto delle conclusioni che il suo consulente illustrerà prossimamente alla corte d’assise, il 20enne che quella mattina del 29 dicembre del 2024, in via Tintori a Campi Bisenzio, avrebbe sferrato sulla porta del bus le ultime coltellate al cuore del 17enne di Certaldo Maati Moubakir, finendolo, ha tentato di riscrivere la dinamica dell’accusa alleggerendo la sua posizione.
"I miei colpi non potevano uccidere”
Sostenendo che sulla porta del “30” dove Maati cercava di salire per sfuggire alle precedenti aggressioni, lui lo avrebbe soltanto “respinto”, per impedirgli di salire, e lo avrebbe quasi sorretto mentre, allo stremo delle forze,........
