"E’ allarme: stiamo perdendo le nostre coste". Il mare avanza, le dune sono sparite: “Persi 400 metri di spiaggia”
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Pisa, 12 marzo 2026 – "Abbiamo perso fisicamente pezzi di costa e habitat protetti - spiega la professoressa Daniela Ciccarelli, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa - e il dato pisano è un’ulteriore riprova dell’allarme della Direttiva Habitat dell’Ue, secondo cui l’89% delle dune italiane è a rischio".
Professoressa, come mai c’è questo problema sulla costa pisana?
"A San Rossore domina l’erosione, con arretramenti della costa fino a 400 metri in meno di 80 anni. A Calambrone invece pesa soprattutto la pressione turistica, con oltre 2,1 milioni di presenze nel 2024. Sono due dinamiche diverse che portano però allo stesso risultato: la scomparsa delle dune".
È un caso isolato in Toscana?
"Per quanto ne so io è uno dei posti peggiori. Se andiamo più a nord, nella zona tra Marina di Vecchiano e Viareggio ci sono sistemi dunali ben conservati, tra i migliori della Toscana insieme al parco della Maremma. Altri esempi sono la zona della Lecciona e della Bufalina, che ancora riescono a sopravvivere, così come l’oasi Wwf di Forte dei Marmi. A Massa e Carrara invece non c’è più quasi nulla a causa dell’attività balneare".
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"C’è un’area dunale nel Parco di Rimigliano a San Vincenzo e la zona di Baratti, ma anche in questo caso non si attenua la minaccia dell’erosione. Scendendo più in basso, a Grosseto, l’impatto antropico è meno intenso e zone come la Maremma sono meglio tutelate".
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Andando avanti di questo passo dovremo dire addio alle dune?
"Dipende. Se si inizia a lavorare portando avanti un’azione integrata nella costa, anziché agire a compartimenti stagni, potremo mitigare e rallentare questi effetti. Bisogna lavorare guardando anche oltre le regioni".
C’è possibilità di invertire la tendenza?
"Io sono ottimista, a maggior ragione se oltre al ragionamento sinergico mettiamo in campo anche azioni indirette".
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"Una su tutte, la riduzione della cementificazione dei fiumi. La tutela delle dune dipende infatti molto dai sedimenti che arrivano al mare. Se noi cementifichiamo i fiumi, questi trasporteranno meno sedimenti e quindi faciliteranno l’erosione costiera".
Anche la balneazione interferisce?
"E’ vero, ma non penso che gli stabilimenti vadano tolti. Serve però un uso più sostenibile delle spiagge: meno pulizia meccanica, passerelle per convogliare i bagnanti e evitare il calpestio diffuso, limitare l’espansione delle strutture sulle dune e rafforzare il controllo delle specie invasive"
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