Siamo guelfi o ghibellini? Il fuoco delle fazioni nel cuore del Medioevo tra intrighi e battaglie
Per gran parte del Duecento e anche dopo Montaperti la città era con il Papa poi con Campaldino, Uguccione della Faggiola e Guido Taltati ammicca all’impero.
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Una certa narrazione ha assegnato le patenti di guelfismo e ghibellinismo alle città toscane. Diciamo che quelle rilevanti, quindi Firenze e a ruota Siena, Pisa, Lucca, Arezzo, Pistoia, Prato, San Gimignano, San Miniato, Volterra e Massa Marittima, conobbero un ricambio nella classe dirigente: prima fu una questione fra membri della militia poi tra lignaggi più allargati infine, orizzontalmente, nell’ambito dei governi larghi, di popolo, quando per i nobili diventò impossibile tenere fuori i ceti medi. Che poi esclusero gli altri. Reciproci anatemi, liste di proscrizione, ricomposizioni di alleanze e morti su tutti i fronti finirono per coinvolgere non solo la rivalità tra le due fazioni originarie del Medioevo, ma anche internamente. Della medaglia d’oro del ghibellinismo poté semmai fregiarsi Pisa, per quanto neanche l’antica repubblica marinara fu esente dal guelfismo tra il 1268 e il 1288.
Arezzo, dagli anni........
