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AGESCI Valdarno: “No alla guerra, l’Italia rispetti la Costituzione e scelga la via diplomatica”

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26.03.2026

Gli Scout del Valdarno prendono posizione contro la guerra

Arezz, 26 marzo 2026 – Il Consiglio di Zona dell’AGESCI del Valdarno prende posizione sull’escalation militare in Medio Oriente, lanciando un appello netto contro il rischio di un coinvolgimento sempre più diretto dell’Europa e dell’Italia in un conflitto più ampio. In un comunicato ufficiale, i capi scout valdarnesi richiamano il ruolo educativo dell’associazione: «Abbiamo il dovere di alzare la voce quando il mondo che stiamo contribuendo a costruire per le giovani generazioni rischia di essere compromesso dalla logica della guerra». Una presa di posizione che sottolinea come il conflitto non sia una realtà distante, ma incida direttamente sul futuro dei ragazzi che ogni settimana partecipano alle attività scout sul territorio. Nel documento, l’AGESCI evidenzia la crescente centralità dell’uso della forza militare nella gestione delle crisi internazionali, denunciando l’aumento delle vittime civili, l’indebolimento del diritto internazionale umanitario e la diffusione di narrazioni che presentano la guerra come inevitabile, alimentando quella che viene definita una “corsa al riarmo”.

Le richieste rivolte alle istituzioni italiane ed europee sono precise. In primo luogo, gli scout chiedono il pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce il ripudio della guerra, e del diritto internazionale. Allo stesso tempo, sollecitano l’Italia ad astenersi da ogni coinvolgimento, diretto o indiretto, in operazioni militari che contraddicano tali principi. Sul piano diplomatico, il Consiglio di Zona invoca una “diplomazia dei diritti”. Condannare i regimi oppressivi è considerato un dovere morale, ma farlo attraverso azioni militari che colpiscono i civili rappresenta, secondo il documento, una contraddizione. La solidarietà verso chi lotta per la libertà, si legge, deve esprimersi attraverso strumenti giuridici e il sostegno alle società civili, non con l’uso delle armi. L’AGESCI Valdarno chiede inoltre che l’Italia svolga un ruolo attivo in Europa nella costruzione di un fronte diplomatico comune, capace di mettere al centro la tutela dei civili e il cessate il fuoco.

Tra le richieste anche il pieno rispetto della legge 185/90, che vieta la vendita di armamenti a Paesi coinvolti in conflitti o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Il comunicato si chiude con un richiamo forte alle responsabilità collettive: «La guerra non è mai semplicemente lontana: ogni conflitto lascia segni nelle nostre società, nelle economie, nelle migrazioni e nelle paure». I capi scout ribadiscono il proprio impegno nell’educazione alla pace, ma sottolineano come questo sforzo rischi di essere insufficiente se non accompagnato da scelte coerenti da parte delle istituzioni. Un appello diretto, dunque, alla politica italiana ed europea: essere all’altezza del momento storico e scegliere con decisione la strada della pace, nel rispetto delle nuove generazioni. «Lo deve alle nuove generazioni. E lo dobbiamo anche noi, che le stiamo educando».

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