“Treno della Memoria 2026”, gli studenti del Varchi in viaggio nei luoghi della Shoah
Gli studenti del Varchi
Arezzo, 01 aprile 2026 – Un’esperienza educativa intensa e profondamente formativa ha coinvolto nei giorni scorsi alcuni studenti dell’IIS Benedetto Varchi, protagonisti del progetto “Treno della Memoria 2026”, promosso dalla Regione Toscana. Il viaggio li ha condotti in Polonia, nei luoghi simbolo della Shoah, tra cui il complesso di Auschwitz-Birkenau e il Museo Memoriale di Auschwitz I, con una tappa anche nella città di Cracovia. Nel periodo compreso tra il 23 e il 27 marzo, un gruppo di studenti della classe 4BSC dell’istituto, accompagnati dalla docente Silvia Giuliani, ha preso parte al viaggio insieme a centinaia di giovani provenienti da scuole secondarie di secondo grado e università di tutta la Toscana. Presenti anche rappresentanti di numerose comunità e associazioni impegnate nella conservazione della memoria storica: comunità ebraiche, rom e sinti, realtà LGBTQIA+, associazioni dei deportati politici e degli Internati Militari Italiani, oltre alle organizzazioni antifasciste e della Resistenza.
Come evidenziato nella lettera di accompagnamento dell’assessora regionale Alessandra Nardini, il “Treno della Memoria” non rappresenta una semplice esperienza turistica, ma “un viaggio di profonda consapevolezza, un pellegrinaggio laico” volto a comprendere l’abisso generato dal nazifascismo e a riconoscere, nel presente, i segnali di rischio per democrazia e convivenza civile. Un percorso necessario anche per contrastare negazionismo e revisionismo, e per sviluppare una coscienza critica capace di opporsi a discriminazioni, violenze e disuguaglianze. Il viaggio ha preso il via lunedì 23 marzo dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella, dopo le operazioni di accoglienza e i saluti istituzionali.
Durante il tragitto verso la Polonia, il treno si è trasformato in un vero e proprio spazio educativo, con laboratori, incontri con esperti e momenti di confronto dedicati alla storia della deportazione. Nei giorni successivi gli studenti hanno visitato i campi di Auschwitz e Birkenau, luoghi simbolo dello sterminio nazista, vivendo momenti di forte impatto emotivo. Particolarmente significativa è stata la testimonianza diretta delle sorelle Andrea Bucci e Tatiana Bucci, sopravvissute alla deportazione, che hanno condiviso con i giovani il loro racconto. Il programma ha incluso anche il concerto dell’Alexian Group, dedicato alla cultura musicale delle comunità Sinti e Rom, tra le vittime delle persecuzioni naziste.
Prima del rientro in Italia, gli studenti hanno partecipato a una visita guidata della Cracovia ebraica, con approfondimenti sulla storia del ghetto e sui luoghi della memoria cittadina. Per la delegazione del Varchi, l’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di educazione alla memoria e alla cittadinanza attiva. Il progetto, infatti, è stato preceduto da sei ore di webinar preparatori realizzati con il Museo della deportazione e della Resistenza e proseguirà con momenti di confronto e restituzione sia in classe sia presso il museo stesso. Il “Treno della Memoria” si conferma così un’esperienza di grande efficacia didattica, capace di unire conoscenza storica, coinvolgimento emotivo e crescita civile. La visita ai luoghi della deportazione ha consentito agli studenti di comprendere in modo diretto le dinamiche della persecuzione, stimolando una riflessione profonda sul passato e sulle responsabilità del presente. Particolarmente apprezzato il comportamento degli studenti partecipanti, che si sono distinti per serietà, senso di responsabilità e partecipazione attenta a tutte le attività proposte. Sensibilità, rispetto dei luoghi visitati e maturità nelle riflessioni hanno caratterizzato l’intero percorso, contribuendo a creare un clima di ascolto e consapevolezza. Un’esperienza che, per molti di loro, rappresenta molto più di un semplice viaggio: un impegno a custodire e trasmettere la memoria, diventando autentiche “sentinelle del ricordo”. Perché ricordare non significa solo guardare al passato, ma scegliere con responsabilità da che parte stare nel presente.
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