Il volontario Alberto in Arabia Saudita a prelevare cellule per un trapianto: “Un solo volo, non potevamo sbagliare”
A sinistra, Alberto Politano, volontario del Nopc; a destra un terminal semideserto a Riyad
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Firenze, 5 marzo 2026 – Il traffico aereo del Medio Oriente in un caos senza precedenti, migliaia di voli cancellati, incertezza massima ovunque. La situazione peggiore per chi si occupa di logistica, soprattutto se si tratta di logistica dei trapianti. Eppure il Nucleo operativo di protezione civile, l’associazione basata a Firenze e fondata nel 1993 da Massimo Pieraccini, ce l’ha fatta anche stavolta a mantenere un record impressionante: oltre 15mila missioni portate a termine con successo, zero nella casella delle missioni non riuscite.
Aspettare o annullare la prenotazione? Vacanze, voli cancellati e rotte chiuse: cosa conviene fare
Merito della preparazione dei volontari, addestrati ad affrontare tutti i problemi che si possono incontrare (scioperi, burocrazia, maltempo… e in questo caso anche una guerra), e della sala operativa gestita da Firenze da Patrizia Pieraccini, una cabina di regia capace di pianificare spostamenti delicati in tempi molto ristretti.
Sì perché i volontari del Nopc hanno un tempo limite per prelevare e consegnare il dono della vita: quella sacca che contiene le cellule necessarie per il trapianto, speranza di vita per tanti malati di leucemia. Solo che il donatore compatibile non sempre è dietro l’angolo, anzi: spesso è dall’altra parte del mondo o quasi. E così il Nopc riesce a organizzare la missione di prelievo e consegna aggirando tutti gli ostacoli logistici.
Questa volta è stato il friulano Alberto Politano il “corriere” che è riuscito in un compito difficile: prelevare le cellule a Riyad e portarle in Italia, permettendo così il trapianto in mezzo a una situazione critica. Volare in o dall’Arabia Saudita in questi giorni è davvero difficile. Politano, accolto a braccia aperte dal presidente del Nopc Massimo Pieraccini al suo rientro dalla missione, racconta: “Sono appena arrivato da Riyad, grazie alla sala operativa che mi ha supportato in questo viaggio. Due i voli cancellati, ma sono stato riprotetto sull’unico volo per Riyad”.
Il momento più critico
"Riyad è una città trafficata e operosa, la situazione mi è sembrata normale. Anche in ospedale non ho visto problemi. Però è stata un’esperienza. La mia formazione da militare mi ha aiutato – spiega – però vedere questa situazione da civile è un po’ diverso. Il momento più difficile è stata la partenza: avevano già cancellato un volo e temevo che non sarebbero riusciti a riproteggermi su un altro aereo ma la sala operativa del Nopc è riuscita a mettermi sull’unico volo che in quella giornata volava a Riyad”. E adesso? “Adesso pronti per un’altra missione”. E Pieraccini chiosa: “Siamo contenti che Alberto sia riuscito a compiere la missione e che il Nopc possa mantenere lo slogan: mai una missione fallita”.
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