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“Aiuto, c’è un cane maltrattato”. Una task-force per soccorrerlo, Municipale e animalisti in azione

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21.03.2026

Il rottweiler era stato lasciato in custodia temporanea a una famiglia amica dal proprietario durante le ferie

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Stabbia (Firenze), 21 marzo 2026 – Ennesima segnalazione di maltrattamento su animali domestici, stavolta arginata in tempo. Questa l’estrema sintesi di quanto accaduto in settimana a Stabbia, frazione di Cerreto Guidi: l’incipit, tristemente ripetitivo, si configura nell’arrivo di quattro segnalazioni a Simone Scavullo, animalista attivo sul nostro territorio e presidente del comitato Cittadini di Firenze.

Queste riguardavano un cane di taglia grande, un rottweiler, tenuto in “condizioni non adatte” a un animale di quelle dimensioni: soprattutto, a colpire Scavullo è stata la presenza degli escrementi stessi del cane nella gabbia, sintomo di un confinamento prolungato nel tempo.

“Anche la signora che abita lì accanto mi ha mandato un video di questo cane, tenuto lì ormai da dieci, quindici giorni – spiega Scavullo –. Ho contattato la polizia municipale di Sovigliana per spiegare il tutto e, il giorno dopo, anche a loro sono arrivate le stesse segnalazioni, per cui lunedì 16 marzo ci siamo recati sul posto con due agenti”.

Il cane si presentava in buona forma psicofisica e non vi erano segni di maltrattamento: tuttavia, la sua permanenza in quel contesto non era più possibile. “Il cane era tenuto da alcuni orientali, ma a livello di salute non era malandato, anzi... Col fatto che non uscisse mai dalla gabbia che gli avevano costruito e forse per un eccesso di cibo, era un po’ ingrassato. Il problema principale – racconta Scavullo – è che viveva dentro questo recinto a contatto con i suoi escrementi, essendo 15 giorni che non usciva, e in mezzo a rifiuti chimici derivati dal luogo di lavoro di chi lo teneva”.

Alla richiesta di spiegazioni con non poca difficoltà, visto il bisogno di un interprete, gli agenti si sono fatti spiegare meglio la situazione: “Ci hanno detto che il cane non è loro, ma di un amico che è andato in Cina e che sarebbe tornato nel giro di dieci giorni, loro glielo stavano semplicemente accudendo: purtroppo, però, non potevano portarlo fuori in quanto non avrebbero saputo gestire un Rottweiler di 80 chili: di sicuro, non stiamo parlando di un chihuahua. Il fatto che non fosse il loro animale – prosegue Scavullo – ha fatto ’riflettere’ la Municipale perché fare il sequestro per metterlo in canile, senza sapere come il suo vero padrone lo trattasse, non sembrava la soluzione giusta: abbiamo concordato quindi un paio di giorni di attesa, nei quali i momentanei affidatari avrebbero dovuto sistemare le cose. Da parte loro non abbiamo riscontrato opposizioni”.

La scadenza, fissata allo scorso mercoledì, è stata rispettata: “La prima cosa che ha chiesto la Municipale è stata la bonifica dell’area, quindi la rimozione di tutti i rifiuti tossici lì presenti. Poi è stato chiesto di ricostruire la zona adibita alla sua permanenza, anche con l’aggiunta di una tettoia che mancava. Inoltre è stato stabilito che il cane andasse portato fuori almeno due volte al giorno”. In attesa del rientro del suo padrone, quindi, al cane è stata garantita una permanenza dignitosa.

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