L’orrore incomprensibile di via Grande e il delitto di Lassi: “Lite per la vendita di oro”. Ma il coltello non si trova
Francesco Lassi, ucciso a coltellate nel suo ufficio
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Pistoia, 28 febbraio 2026 – Si cerca ancora l’arma con la quale Luigi Amirante, 47 anni, ex collaboratore di giustizia – sottoposto a fermo di polizia – avrebbe ucciso Francesco Lassi, 55 anni, pistoiese, nello studio di un commercialista nel centro di Livorno nel pomeriggio di giovedì. Il movente? I contorni sono ancora da chiarire. Fra le ipotesi quella di una lite per una trattativa legata alla vendita di un quantitativo di oro sfociata poi nel delitto di Lassi, ucciso con due coltellate al torace. Nel luogo della tragedia, da quanto emerso, è stata rinvenuta, dopo la rimozione del cadavere, una lamina d’oro, oltre a un’altra scheggia dello stesso metallo, probabile motivo della contesa sfociata nel sangue. È quanto ricostruito dagli inquirenti – indaga la polizia coordinata dalla procura livornese – sul delitto di Lassi, un agente di commercio che si occupava della compravendita di metalli preziosi.
Fermato il presunto omicida
Gli accertamenti, proseguiti nella notte, hanno portato del fermo di Amirante, 47 anni, bloccato a seguito delle ricerche diramate dopo l’omicidio. Secondo quanto spiegato dagli inquirenti vittima e presunto omicida, che avrebbe dovuto vendere l’oro al 55enne, si erano dati appuntamento nello studio. Poco dopo altri presenti sarebbero stati richiamati dal trambusto proveniente dalla stanza dove i due si trovavano, vedendo uscire un uomo con un coltello che è poi fuggito. Grazie alle testimonianze e all’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza, la polizia è riuscita a ricostruire l’identikit del presunto omicida e anche la targa della sua auto intercettata poi in via Mastacchi dove il 47enne è stato fermato. Nella vettura sono stati rinvenuti gli abiti che avrebbe indossato al momento del fatto.
La ricostruzione del procuratore
Il procuratore Maurizio Agnello, ricostruendo le prime evidenze emerse dalle indagini, ha parlato di lite “violentissima” tra vittima e presunto omicida: si sta cercando di chiarire il perché. L’indagato, sentito dal pm, dopo un colloquio da remoto con la sua legale di fiducia, un’avvocatessa del foro di Cosenza, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Amirante, è un ex collaboratore di giustizia che in passato aveva reso dichiarazioni in un procedimento per traffico internazionale di droga agli inquirenti campani. Ora si stanno cercando di capire, ha spiegato sempre il magistrato, i rapporti tra vittima e omicida e perché si siano incontrati nello studio di via Grande.
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