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Il porto e la crisi: "Costi aumentati e congestione"

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04.04.2026

C’è fermento in porto circa le attuali criticità che interessano gli operatori della sezione terminalisti retroportuali. A sollevare il problema...

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C’è fermento in porto circa le attuali criticità che interessano gli operatori della sezione terminalisti retroportuali. A sollevare il problema è l’Associazione Spedizionieri guidata da Sandro Bucchioni. Il contesto internazionale, segnato da tensioni geopolitiche e conflitti, sta generando ripercussioni significative sulle attività di interchange tra porto e retroporto, coinvolgendo sia i container vuoti che quelli pieni. Tale servizio risulta imprescindibile per il completo svolgimento delle operazioni portuali, ma risente pesantemente delle recenti problematiche che compromettono l’efficienza gestionale e aumentano i costi a carico degli operatori.

"Il comparto si trova a fronteggiare una situazione straordinaria – dice Bucchioni –. L’incremento dei container vuoti da movimentare direttamente presso il bacino portuale della Spezia, in luogo dei terminal retroportuali, comporta notevoli difficoltà logistiche e un considerevole aumento dei costi. Questa dinamica grava sulle nostre aziende, penalizzando l’efficienza operativa e generando spese aggiuntive che rischiano di compromettere la sostenibilità economica dell’intera filiera logistica".

Il servizio di ritiro-riconsegna tra porto e retroporto ha subito ulteriori impatti negativi a causa del continuo congestionamento e dell’aumento dei costi, come gasolio e accessori. Bucchioni evidenzia che, nonostante affronti gli stessi aggravi dei servizi di linea, il navettamento dei containers "non ha mai ricevuto sconti o compensazioni, e questo squilibrio deve essere risolto. Siamo convinti che sia necessario adottare misure in grado di preservare l’efficienza operativa del porto e garantire servizi economici, coprendo completamente i costi".

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