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L'esordio e le lacrime di Riccardo Braschi. Fiorentino vero che ha realizzato il suo sogno

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13.03.2026

Le lacrime di Braschi a fine partita

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Firenze, 13 marzo 2026 - Il finale di Fiorentina-Rakow sembra uno dei tanti momenti insipidi di questa stagione. Minuti stanchi che si trascinano verso il fischio finale, che però a un tratto si trasformano in indimenticabili. Per la storia della Fiorentina e soprattutto per un ragazzo nato a Firenze. E' una serata di metà marzo, la squadra gigliata gioca una partita europea di Conference League, contro quel Rakow che è ostacolo prima dell'approdo - eventuale - ai quarti di finale. La testa di tutti è già a lunedì sera, quando i ragazzi di Vanoli si giocheranno un pezzo di salvezza nello scontro diretto di Cremona.

Pochi tifosi sugli spalti, risultato di parità. Uno dopo l'altro entrano in campo i titolari. Rimane uno slot con due cambi. Lì sotto la Tribuna c'è un ragazzo che smania per entrare. Per gli altri conta poco, per lui tantissimo. L'esordio lo ha accarezzato più volte. Non è mai arrivato. Fino al cenno di Vanoli, sottolineato con approvazione dal pubblico sugli spalti. Eccolo il minuto 82 di una partita come tante altre. Si prepara Riccardo Braschi. Il tempo di dare il cinque a Roberto Piccoli e un esordio in prima squadra che diventa realtà. Come quando da bambino sognava giocando ai giardinetti. Magari con indosso la maglia della Fiorentina regalata dal babbo o dal nonno.

Stavolta no. La maglia è quella della prima squadra. Classe 2006, di professione centravanti della Primavera. Una quindicina di gol con mister Galloppa gli hanno aperto le porte dei grandi complici i problemi fisici di Moise Kean, un idolo. Perché Riccardo è tifoso della Fiorentina (nello scorso campionato è stato spesso in Curva Fiesole). Eccome. Famiglia interamente colorata di viola, un sentimento viscerale aumentato con la sua presenza nel settore giovanile viola dall'età di otto anni. Ragazzo particolarmente posato. Riservato e anti social, il suo profilo Instagram conta soltanto due post con immagini di campo. Una rarità fra i giovani calciatori in rampa di lancio. Esulta con la mitraglia di Batistuta, oppure con il violino di Gilardino. Omaggi ai grandi bomber della storia gigliata. Un figlio del Viola Park, che contro il Rakow ha debuttato in prima squadra e in una competizione europea. Doppio colpo. Una manciata di palloni toccati, ma nella foto della partita con l'esultanza dopo il gol su rigore di Gudmundsson c'è anche lui, lì in mezzo tra l'islandese e Fagioli. Un sogno? Ormai no, realtà. Anche se a fine gara un'altra istantanea ha fatto il giro delle televisioni e dei social. Forse il momento nel quale Riccardo ha realizzato di avercela fatta. Lui in mezzo al campo, tra una pacca sulla spalla e un abbraccio, che non riesce a trattenere le lacrime. Storia bella, dentro una stagione complicata. Si è emozionato anche Paolo Vanoli, la squadra lo ha festeggiato al Viola Park dopo la partita. Il primo passo è stato fatto. Adesso verrà il difficile. Ma quelle lacrime non si cancellano. Racchiudono sacrifici, rinunce e una fede viola grande così.

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