La vendetta non può mai essere giustizia
Comprendo benissimo il disagio di molti che hanno stigmatizzato, per dolersene, il fatto che il gioielliere Mario Roggero sia stato condannato anche in Cassazione a oltre 14 anni di reclusione, per l’omicidio volontario di due rapinatori.
Si tratta infatti di un caso umano di particolare delicatezza, sia perché Roggero è sempre stato un signore correttissimo, dedito al lavoro e alla famiglia, sia perché dispiace sinceramente che egli si sia trovato in questa situazione difficilissima a causa di una rapina consumata ai suoi danni da tre emeriti malfattori: come dire, insomma, che a causa del male subito per la scellerata condotta di altri – che rappresenta il danno – Roggero debba ora subire la beffa del carcere.
Tutto vero. Tutto terribile. Tutto amaro e perfino raccapricciante. Tuttavia, non è possibile dare torto alle Corti di merito e ora alla Cassazione per aver dichiarato la colpevolezza di Roggero, escludendo la discriminante della legittima difesa. Non occorre una laurea in giurisprudenza per comprendere i motivi posti alla base di una tale decisione, dato che il diritto, prima di manifestarsi nelle norme di legge, è e rimane espressione della logica intrinseca dei........
