Madrid contro il mercato: chi affitterà ancora?
Proroghe obbligatorie, canoni regolati e fino a dodici mensilità per riottenere l’immobile. Madrid prova a proteggere chi è già in affitto, ma rischia di scoraggiare chi una casa dovrebbe ancora metterla sul mercato.
La Spagna ha un problema molto semplice da descrivere: mancano case. Dinanzi a ciò, la risposta scelta dal governo di Pedro Sánchez segue però una strada diversa dall’aumento dell’offerta. Infatti, con due decreti-legge approvati il 29 settembre, Madrid interviene ancora sui contratti, sui canoni, sugli sfratti e persino sulla possibilità di riottenere la disponibilità dell’immobile locato.
Partiamo dal secondo provvedimento, il Real Decreto-ley 27/2026, pubblicato nel Boletín Oficial del Estado il primo ottobre. Lo stesso è particolarmente significativo. Modifica infatti la Ley de Arrendamientos Urbanos e stabilisce che, trascorsi almeno cinque anni di locazione, sette quando il locatore è una persona giuridica, in mancanza di disdetta il contratto “se prorrogará obligatoriamente por plazos sucesivos de cinco años” (“sarà prorogato obbligatoriamente per successivi periodi di cinque anni”), o sette nel secondo caso. Non si tratta quindi più della precedente proroga annuale fino a tre anni, ma di successivi periodi di cinque o sette anni.
Il Governo non nasconde la filosofia dell’intervento. Nella relazione introduttiva scrive che “la continuidad del contrato pasa a ser la regla” (“la continuazione del contratto diventa la regola”). È una frase breve, che racconta tuttavia, meglio di molte analisi, il cambiamento di prospettiva: la volontà delle parti arretra e la permanenza dell’inquilino nell’immobile diventa l’obiettivo perseguito dalla norma.
La facoltà di dire basta formalmente........
