Giappone, la crisi della successione imperiale
Le elezioni generali giapponesi del febbraio 2026 hanno restituito un quadro politico solido, ma anche riaperto una questione che Tokyo rimanda da troppo tempo: la sostenibilità istituzionale della monarchia.
La netta vittoria del Partito Liberal-Democratico guidato da Sanae Takaichi, forte di una maggioranza parlamentare ampia, crea oggi le condizioni politiche per affrontare il nodo della successione imperiale. Ma proprio questa finestra di opportunità rischia di essere sprecata. Il tema non è folcloristico né puramente simbolico. Il futuro del cosiddetto Trono del Crisantemo incrocia diritto pubblico, identità nazionale e tenuta costituzionale di lungo periodo. In una democrazia avanzata e alleata dell’Occidente, l’incapacità di aggiornare un’istituzione centrale rischia di trasformarsi in una fragilità sistemica.
Il quadro giuridico attuale deriva dalla Legge sulla Casa Imperiale, approvata durante l’occupazione americana dopo la Seconda guerra mondiale. Questa normativa ha imposto una successione rigidamente patrilineare: solo i discendenti maschi in linea diretta possono accedere al trono. Le donne non solo sono escluse dalla successione, ma perdono anche lo status imperiale una volta sposati cittadini comuni. Si tratta di una scelta giuridica coerente con il contesto storico del........
