menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Per non dimenticare: il silenzio è complicità

10 0
09.04.2026

“Il silenzio di fronte al male è esso stesso malvagio; Dio non ci terrà senza colpa. Non parlare significa parlare. Non agire è agire”. Le parole di Dietrich Bonhoeffer non appartengono soltanto alla storia tragica del Novecento europeo, ma continuano a interrogare con forza il nostro presente. Sono parole che non permettono neutralità, che non concedono rifugi comodi nell’indifferenza. Di fronte al male, dice Bonhoeffer, non esiste una posizione esterna: anche il silenzio è una scelta, e quella scelta ha un peso morale. Oggi queste parole risuonano con inquietante attualità mentre, a distanza di anni dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, continuiamo ad assistere a nuovi attacchi che colpiscono civili inermi. Missili e droni russi continuano a cadere su città come Kyiv, Kharkiv, Odesa, Dnipro, Zaporizhzhia, seminando morte, distruzione e paura. Le cronache parlano di edifici residenziali colpiti nella notte, di famiglie spezzate, di bambini feriti o uccisi, di vite quotidiane improvvisamente interrotte. Eppure, proprio mentre la violenza prosegue, cresce il rischio più subdolo: quello dell’assuefazione. La guerra, quando si prolunga nel tempo, tende a scivolare ai margini........

© L'Opinione delle Libertà