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Come la propaganda sostiene l’aggressione russa in Ucraina

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10.04.2026

C’è un errore che si continua a commettere quando si osserva la guerra russa contro l’Ucraina: considerarla esclusivamente come un conflitto militare. Certo, sul terreno si combatte con armi convenzionali, si distruggono città, si ridisegnano linee del fronte. Ma questa è solo una parte della realtà. L’altra, meno visibile ma altrettanto decisiva, si gioca nello spazio dell’informazione, delle percezioni, delle narrazioni. In questo contesto, la propaganda non è un elemento accessorio. È una componente strutturale dell’aggressione. Senza propaganda, questa guerra semplicemente non potrebbe essere sostenuta nel tempo. Ogni guerra ha bisogno di una giustificazione. Nessun potere politico può chiedere sacrifici prolungati senza costruire un racconto che renda la violenza accettabile, se non inevitabile. È esattamente ciò che accade oggi in Russia. L’invasione è stata inizialmente presentata come “un’operazione speciale”, circoscritta e necessaria. Poi, con il passare dei mesi e il mutare delle condizioni sul campo, la narrazione è cambiata: da intervento limitato a guerra difensiva contro l’Occidente, fino a trasformarsi........

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