Terremoto di destini: morte al chavismo!
Doppietta 7,2 più 7,5 della scala Richter per il chavismo morente? Prima, il terremoto politico di Donald Trump, che arresta Nicolás Maduro ma lascia in carica e impunita la sua vice, Delcy Rodríguez, e con lei tutto l’apparato repressivo e il sistema corruttivo che dettava legge ai tempi di Chávez-Maduro, rinviando alle calende greche le elezioni democratiche. E non serve il genio della lampada per capire che questa leadership delegittimata e corrotta, tenuta su con gli spilli da Washington, rappresenta la garanzia per gli Stati Uniti della propria mainmise sull’immensa riserva petrolifera venezuelana, che teneva in piedi contestualmente le economie disastrate di Cuba (con forniture semigratuite di petrolio) e dell’Iran, permettendo a Teheran di vendere di contrabbando il suo petrolio passando per i porti venezuelani. Dalle rovine del terremoto di Caracas emergono decenni di fatti corruttivi del regime chavista, come le sue scatole di cemento semplicemente appoggiate alla sabbia e costruite con materiali scadenti, che in teoria avrebbero dovuto offrire decine di migliaia di case al popolo, e che si sono rivelate dei sarcofaghi multipiano schiacciati l’uno sull’altro. La Guaira non è solo la località più colpita (ormai un immenso cimitero a cielo aperto), ma è anche il luogo dove la protesta popolare antiregime sfida ormai senza timore la casta chavista, facendo apparire gli effetti del forte terremoto per quello che sono: l’immagine di una immane tragedia dell’autoritarismo, più che quella conseguente a un disastro naturale! Infatti, nessuno pretendeva che il Venezuela si atteggiasse come il Giappone, dove terremoti quasi di pari entità fanno il........
