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Orbite mediorientali: pace mai

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02.03.2026

Che cosa troviamo oggi sulle orbite mediorientali? Per ora, sciami di missili che viaggiano in tutte le direzioni, dall’Iran a Israele e viceversa. Non una novità assoluta, dunque. Dopo l’inizio dell’attacco americano il 28 febbraio, si sono di nuovo aperte le porte dell’inferno per l’Iran. Ma se i soliti nemici dell’Occidente si aspettano da Cina e Russia qualcosa di più delle attuali parole di ferma condanna, allora ancora stavolta rimarranno delusi. Infatti, è certo che né Pechino né Mosca reagiranno militarmente a favore degli ayatollah, oggi nel mirino di israeliani e americani. Lo stesso vale per i proxy (fortemente ridimensionati) delle milizie sciite e per i Paesi petroliferi del Golfo che, scelleratamente, l’Iran ha messo già nel mirino colpendo con i suoi missili le basi americane sui loro territori. Domani però, nella sciagurata ipotesi “muoia Sansone e tutti i filistei”, potrebbe accadere che l’Iran decida di colpire le infrastrutture petrolifere nel Golfo e bloccare le rotte del petrolio, per provocare una crisi mondiale dei prezzi, danneggiando, oltre a se stessi, tutti i consumatori occidentali, ma anche gli “amici” cinesi. Quindi, in tal caso, c’è da scommettere sulla contrarietà di Xi Jinping, che pure ha fornito a Teheran tecnologie avanzate per la copertura satellitare e per gestire il blocco delle rete Internet iraniana. Mosca, come sappiamo, ha problemi a vendere il “suo” di petrolio, per cui non le dispiacerebbe un rialzo mondiale del prezzo del greggio utile a finanziare la sua guerra in Ucraina. Di converso, la Russia oggi non ha più bisogno di rifornimenti militari dall’Iran, avendo già abbondantemente copiato i droni Shahed iraniani, producendoli ormai in proprio e in gran numero in tutte le versioni. Qualche scettico pensa che esista un accordo tacito Usa-Russia, dato che Vladimir........

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