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Solidarietà a Ranucci, condannato da Toninelli alla gogna

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30.08.2026

Non ho niente contro Sigfrido Ranucci. Certo, ritengo temerario apprezzare l’intelligenza di quanti si fanno imbambolare da Valter Lavitola. Tuttavia, sostengo virilmente quanti si ergono tosti e duri a drudi militanti e penetranti. Peraltro, mi addolorano i danni arrecati dai bombaroli a due auto senza assicurazione per atti vandalici e incendio e destinate allo sfasciacarrozze, posteggiate, guarda caso, presso la villetta di Campo Ascolano. Inoltre, non lo considero colpevole di nulla, tanto più che l’ottundimento, quand’anche prolungato ed in foggia di manipolato verticale, non configuri giammai reato. Mi dispiace, perciò, che sia stato condannato a una pena terrificante con sentenza passata in giudicato.

No, non mi riferisco alle giurie popolari, alle corti d’Appello e alla Cassazione. Per una volta, visto che non si trattò di Salvatore Gallo, di Enzo Tortora, di Bettino Craxi, di Silvio Berlusconi – ne cito quattro su migliaia – la casta faraonica togata non s’è distinta per giustizia manifestamente ingiusta. Si segnalò soltanto per l’impudica standing ovation a Ranucci, eroe del “No” al referendum (chissà se quel “No” non gli ricadrà lavitolianamente addosso?). Nel nostro caso, il condannatore, forse più implacabile e spietato di........

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