Bruno Vespa collega da stimare, altro che scribacchini combattenti
Il fatto che il Partito democratico intimi alla Rai di sanzionare Bruno Vespa disvela per l’ennesima volta l’angustia intellettuale di quel perimetro politico. Cu fu? Il conduttore e l’ideatore di Porta a porta, davanti alla temeraria accusa di parzialità pro governo Meloni scagliata da Giuseppe Provenzano, reagì sdegnato: “Questo non glielo consento! Adesso stia zitto, lasci parlare gli altri per favore”. Ammutolire Provenzano o qualsiasi altro compagno che pretenda di insegnare il mestiere a un preparatissimo veterano del giornalismo, nonché ottima penna della saggistica, non solo è sacrosanto, ma è doveroso imperativo etico. Beppe il piddino mi ha fatto tornare in mente un presuntuoso studente alla Sapienza: stavo illustrando il corso monografico sulla critica letteraria sul Barocco, quando il giovane supponente chiese la parola, esordendo con “io penso…”. Lo bloccai ipso facto, spiegandogli: “Lei al momento non deve pensare, bensì ascoltare, studiare, apprendere. Alla fine del corso, ammesso che abbia ben memorizzato e capito a sufficienza, soltanto allora sarò curiosissimo di conoscere il suo pensiero. Adesso, però, è pregato di star zitto”. No, di cognome non faceva........
