Bigotti “democratici” versus Silvio, Eros alato contro Antonio
Antonio Tajani, immaginando di dover dare un consiglio al figlio, osa esprimere un proprio punto di vista, dicendo: “Per formare una famiglia preferirei una donna seria, con la gonna un po’ più lunga, rispetto ad una più appariscente”. Da una parlamentare appartenente ai quattro gatti che miagolano dietro Matteo Renzi è partita l’accusa di “patriarcato mediterraneo vannacciano”. Certo, Tajani denota di non essere un affidabile erede di Silvio Berlusconi, che le gonne le preferiva mini o, meglio, sollevate e sostituite dal meno ingombrante tanga. Antonio è perdonato, dato che l’immenso Silvio, nella voglia di vivere, nella creatività imprenditoriale, nelle campagne elettorali, fu e resta unico, ineguagliabile, inimitabile.
Paradossalmente, Silvio si ritrovò sbertucciato, demonizzato, perseguitato, financo incriminato, insomma bersaglio quotidiano, con motivazioni del tutto opposte a quelle per le quali oggi si crocifigge il ministro Antonio, dagli stessi e dalle stesse che sbraitano per la gonna “un po’ più........
