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Sahara à la carte

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22.05.2026

Si narra di un gruppetto di sognatori del deserto, partito da Roma e bloccato a Casablanca, la città più amata dagli vecchi cinefili, ma in realtà, la più brutta del Marocco. Si dice che il volo della Ram, compagnia di bandiera, fosse un grande e moderno Boeing 737 che, inspiegabilmente, se la prendeva comoda, volando a 600 chilometri orari e arrivando con un ritardo di quasi tre quarti d’ora. Scaletta, bus, controlli con locali che si infilavano ovunque, favoriti da impiegati e poliziotti che li facevano passare tenendo a distanza i ritardatari senza colpa. I quali, persero, a quanto sembra, la coincidenza per Errachidia, cittadina non ancora overturistica nella zona sahariana prossima all’Algeria. È l’una, si profila una notte fra i sedili delle sale aeroportuali, ma non è così: Royal air Maroc riprotegge. Pulmino per un hotel più che decoroso, due pasti offerti, e, benché a proprie spese, si potrà visitare Casà, magari ammirando la Grande Moschea, costruita negli anni Ottanta per volere del re Hassan II: immensa, affacciata sul mare, piena di marmi di Carrara e dotata persino di un soffitto telecomandato che la rende cabriolet. Sbirciano poco altro, tornano con un anticipo strepitoso, saltano sul volo interno: dopo un’ora il portellone si apre, si respira il deserto.

Negli anni Trenta, ai tempi del colonialismo, Errachidia si chiamava Ksar Es Souk, ma nel 1975 il re cancellò tutti i riferimenti francesi e rinominò la città in onore del principe Al Rachid.........

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