Processo omicidio Regeni: giustizia è fatta?
Il 28 settembre 2026 la I Corte d’Assise di Roma, presieduta dal giudice Paola Roja, ha emesso la sentenza di condanna, in primo grado, per sequestro pluriaggravato di Giulio Regeni. Comminati 10 anni di reclusione a carico di tre dei quattro imputati – Uhsam Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – tutti ufficiali dei servizi segreti egiziani. Un quarto imputato, il generale Tariq Sabir, è stato assolto. Ai tre condannati non è stato attribuito il reato di omicidio. Il processo si è svolto in contumacia perché nessuno degli imputati è comparso davanti al giudice italiano per rispondere delle accuse.
Purtuttavia, la famiglia di Giulio Regeni si è dichiarata soddisfatta dell’esito processuale, ancorché lacunoso – è mancata l’individuazione degli assassini materiali del giovane ricercatore – visto che un punto di chiarezza è stato stabilito: Giulio è stato sequestrato, torturato e ucciso da soggetti riconducibili agli apparati di sicurezza dell’Egitto.
Quindi, giustizia è fatta? Non del tutto, non proprio. Manca un pezzo di verità a questa orribile pagina criminale. È giusto che gli investigatori – che hanno fatto un lavoro improbo per portare sia pure solo virtualmente alla sbarra i responsabili della morte del nostro connazionale attesa la manifesta ostilità delle autorità egiziane a collaborare alle indagini – continuino a ricercare gli assassini. Lo si deve ai genitori di Giulio che in questi anni non hanno mai smesso di chiedere verità allo Stato italiano.
Ma c’è qualcosa d’altro che turba le nostre coscienze: un pugno nell’occhio alla giustizia vera; un posto vuoto al banco degli imputati che grida vendetta. Non parliamo di egiziani, ma di altri personaggi che, al riparo nei loro prestigiosi circoli intellettuali, hanno le mani sporche del sangue del povero Giulio non meno di quanto le abbiano gli aguzzini che si sono accaniti sulla vita di un’innocente fino a spegnerla nel modo più barbaro e atroce.
Lo denunciammo allora, nelle immediatezze della tragica scoperta del cadavere di Giulio Regeni, lo ribadiamo oggi: le autorità accademiche di Cambridge, che mandarono allo sbaraglio sul campo, senza alcuna copertura........
