menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Islamizzazione, il timore capovolto dell’Europa

8 0
03.07.2026

Non sarà la fede a vincerci: sarà il nostro nulla ad assimilarla

C’è un timore che ritorna a ogni stagione, e questa primavera è ritornato puntuale. Lo si ritrova nei libri che scalano le classifiche, nei dossier depositati in Parlamento, nella liturgia serale dei talk: l’Europa cristiana starebbe per essere sommersa. Le culle vuote degli europei, si ammonisce, verranno riempite da chi prega verso la Mecca; interi quartieri si muteranno in enclave dove lo Stato ha cessato di entrare. Né è ossessione soltanto italiana: in Gran Bretagna, tra il rapporto sugli stupri di gruppo delle bande pakistane e l’avanzata del partito antiimmigrazione di Nigel Farage, a fine giugno perfino Keir Starmer è stato costretto a lasciare Downing Street. L’islamizzazione è ormai lo spettro che si aggira, indisturbato, dai comizi ai salotti.

Che a quel timore non manchi ogni fondamento si può concedere subito, e senza reticenze: i numeri esistono, esistono le periferie che vanno mutando volto, ed è reale l’inquietudine di chi le abita, sicché sarebbe sciocco archiviare l’allarme come l’ennesima intemperanza xenofoba. Può darsi, anzi, che per una stagione o per un’intera generazione l’Islam appaia perfino la parte destinata a prevalere. E tuttavia, proprio là dove l’allarme crede di vedere con maggiore nettezza, si annida l’equivoco che lo governa: poiché chi paventa la sottomissione dell’Europa dà per acquisito ciò che andrebbe invece dimostrato, e cioè che l’Islam, una volta trapiantato tra noi, séguiti a essere quel medesimo Islam che ardeva nella terra da cui è partito. Come se il giovane cresciuto nelle banlieue potesse credere ancora in ciò che credevano il padre e il nonno rimasti al villaggio; e come se questa nostra Europa, prima ancora d’essere conquistata, non........

© L'Opinione delle Libertà