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Se voti a destra sei ignorante. Il solito classismo della sinistra

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30.08.2026

C’è qualcosa di profondamente inquietante quando, invece di contestare le idee di un avversario politico, si decide di disprezzare le persone che quelle idee le sostengono.

Non è una novità. Ma è una tentazione che, nella sinistra italiana, sembra riaffiorare con una certa frequenza: l’elettore di destra diventa l’ignorante, il rozzo, il periferico, quello che “non ha studiato”, quello economicamente più fragile. Oppure, nella rappresentazione più caricaturale, diventa addirittura il fascista, il violento, il maschilista, l’uomo con “gli occhi di una mucca”.

Non sono categorie inventate. Sono immagini e parole che negli ultimi anni sono state utilizzate pubblicamente per descrivere il mondo che vota a destra.

Nel 2024, parlando di Un altro Ferragosto, Paolo Virzì descriveva un’Italia attraversata da una presunta nuova deriva fascista; il personaggio di Cesare veniva presentato come un “ignorante fascista”, un parvenu e un uomo privo di spessore intellettuale.

Più recentemente, Stefano Bonaccini ha proposto una lettura sociologica del voto alla destra che associa gli elettori a livelli di istruzione più bassi, alle aree interne e a condizioni economiche più difficili.

Si può discutere di statistiche, distribuzione territoriale del voto, livelli di istruzione e condizioni........

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