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Livorno, l'operaio licenziato dopo aver perso la vista: «Ora lotto perché non capiti più»

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04.06.2026

Livorno, l'operaio licenziato dopo aver perso la vista: «Ora lotto perché non capiti più»

Sandro Niotta si è rivolto alla Fiom e ha intenzione di andare avanti con l’azione sindacale già intrapresa: «Trattato come numero, è ingiusto»

LIVORNO. «Per me il lavoro è sempre stato tutto e all’azienda, francamente, penso di aver dato tanto. Ma loro, dopo dieci anni, mi hanno cacciato trattandomi come fossi solo un numero». Sandro Niotta parla in modo accorato e, di tanto in tanto, si stringe nelle spalle. «Mi sono ammalato, ho perso la vista. Sarebbe stato già difficile affrontare tutto questo. Ma poi mi hanno pure licenziato».

L’operaio 43enne non ne fa una questione personale. Almeno, non solo. «Le aziende non possono prendere il nostro tempo, guadagnare sul nostro lavoro e poi scaricarci perché non siamo produttivi. Non è giusto». Per questo, dice, vuole raccontare la sua storia. Perché «non deve succedere ad altre persone». Accanto a lui, mentre parla nella sede della Cgil, c’è Massimo Braccini, segretario della Fiom di Livorno, che segue Niotta nel suo percorso. «Impugneremo il licenziamento - dice il sindacalista - e tuteleremo il lavoratore in tutto e per tutto, valutando eventuali ulteriori azioni legali e sindacali». Ma andiamo con ordine.

Niotta, cecinese, fino a poco tempo fa lavorava per la E - Repair, azienda con sede a Livorno specializzata nella riparazione di componenti elettroniche il cui responsabile del personale, contattato dal Tirreno, per il momento non ha rilasciato dichiarazioni. «Ero nel settore della sala........

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