Cane libero in spiaggia, la protesta di Barbara: “Maxi multa per pochi minuti. Bastava un po’ di buon senso”
Barbara Molaschi con il suo cane, una femmina di bracco ungherese, multata in spiaggia a Pesaro (foto a destra di repertorio)
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Pesaro, 12 aprile 2026 – Spiaggia deserta. Un cane di taglia media corre per pochi metri sulla battigia, poi si ferma. Subito richiamato, torna indietro. Una scena semplice, quotidiana. È da qui che parte la lettera di protesta arrivata in redazione, firmata dall’avvocato Barbara Molaschi, turista a Pesaro per qualche giorno.
La donna, che vive a Milano, racconta quanto accaduto i primi di marzo, in una mattina fredda, su una spiaggia “letteralmente deserta” nella zona di Levante, alla foce del torrente Genica. Con lei la cagnolina, descritta come “docile e ubbidiente”, inizialmente al guinzaglio e poi lasciata libera “per pochi minuti”, dopo essersi assicurata che non ci fosse nessuno. Si tratta di una femmina di Bracco ungherese. “Dopo pochi minuti vedevo due persone che venivano verso di me – scrive – richiamavo subito la cagnolina ma mi dicevano di essere agenti della Polizia locale, evidentemente in borghese, e che avrebbero proceduto a verbalizzare”.
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"Manca il buon senso": la critica della turista milanese
È su questo passaggio che si concentra la prima critica. "Certamente le regole vanno rispettate – osserva – ma chi le fa rispettare dovrebbe avere il buon senso di valutare tutte le circostanze". E ancora: "Non ho provocato alcun pericolo concreto e non ho arrecato alcun fastidio". Nel racconto pesa soprattutto la modalità dell’intervento: "La tolleranza, il dialogo ed il buon senso dovrebbero sempre fare da contrappeso alla rigidità della norma". Una sanzione da 112,35 euro, che l’avvocato annuncia comunque di voler pagare.
L'affondo sui parchi e i servizi carenti in città
Ma la lettera va oltre il singolo episodio e allarga lo sguardo, soprattutto sul tema degli spazi dedicati agli animali, anche alla luce della sua esperienza in una grande città. "Personalmente abito a Milano", scrive, introducendo un confronto implicito con altri contesti urbani e sottolineando come, proprio per questo, "pagherò la sanzione ma auspico una riflessione condivisa per non disaffezionare le persone che, come me, fanno più di 300 chilometri per stare bene nel vostro territorio". "Dovrebbe essere un principio condiviso – aggiunge – che la presenza di un animale da affezione sia un valore aggiunto da salvaguardare. È un peccato vedere a Pesaro le poche aree verdi adibite ai cani, spesso maltenute; l’unico parco cittadino, il Miralfiore, difficilmente frequentabile perché zona di spaccio non controllata; la completa mancanza di sacchettini a disposizione dei cittadini negli appositi contenitori, tutti vuoti o maltenuti".
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Il confronto con la Romagna e il dibattito social
E ancora: "La sola Abbaia Flaminia come spiaggia dog friendly e il divieto di andare sull’arenile per sei mesi all’anno, quando la vicina Romagna ha orari di accesso ai cani anche durante il periodo estivo". Non è un episodio isolato. Il tema degli animali in spiaggia torna spesso anche nel dibattito cittadino, tra segnalazioni e discussioni che si rincorrono sui social. Proprio nelle stesse ore, sul gruppo Facebook "Sei di Pesaro se…", un cittadino richiamava con toni accesi il rispetto del divieto di portare cani in spiaggia e l’obbligo del guinzaglio, lamentando anche problemi legati alla pulizia.
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