Falsi contratti di lavoro a cittadini extracomunitari: i 137 indagati sono stati prosciolti
Falsi contratti di lavoro a cittadini extracomunitari: i 137 indagati sono stati prosciolti (foto di repertorio)
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Bologna, 23 marzo 2026 – Falsi contratti di lavoro per cittadini extracomunitari: tutti prosciolti.
Le conclusioni del processo
Si è chiuso in tribunale a Bologna con 137 proscioglimenti in udienza preliminare il processo a una presunta organizzazione che predisponeva contratti di lavoro fittizi e documentazione fiscale per consentire a cittadini extracomunitari, che erano privi dei requisiti di lavoro previsti per legge, di ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno e restare così in Italia.
Le indagini sul sistema
Un sistema che, in ipotesi di accusa, avrebbe favorito oltre 800 persone, in un periodo che va dal 2013 al 2018. Il Gup Andrea Romito ha però dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione per la maggior parte delle accuse (truffa, truffa aggravata e violazione del testo unico sull'immigrazione), mentre ha prosciolto perché il fatto non sussiste otto imputati accusati di associazione a delinquere.
Due di loro, accusati di essere promotori e organizzatori, erano difesi dall'avvocato Barbara Iannuccelli.
L’inchiesta partita anni fa
I reati a suo tempo contestati, oltre all'associazione a delinquere che riguardava otto persone, erano appunto quelli di truffa, truffa aggravata e violazione del testo unico sull'immigrazione.
Nel 2020 il Gip Domenico Panza aveva respinto la richiesta di custodia cautelare per dodici indagati per mancanza di esigenze cautelari.
I due promotori del sodalizio criminale, per la Procura, sarebbero stati i titolari di uno studio di consulenza con sede nel Bolognese i quali, con l'aiuto di intermediari e datori di lavoro fittizi, avrebbero consentito a cittadini extracomunitari di regolarizzare la loro presenza in Italia, traendo in inganno Questure, Prefetture, Inps e Agenzia delle Entrate.
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