Guerra, stangata sul carburante: il gasolio sfonda i 2 euro. “Prezzi fuori controllo”
Benzina, effetto guerra sui prezzi
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Ferrara, 6 marzo 2026 – Elajada Kasa fa la spola dal bar al piazzale, un cliente la chiama. Vuole essere servito. “Se fa rifornimento da solo spende meno, quell’opzione costa cara”, l’invito che non trova sponda. Nonostante i prezzi siano balzati alle stelle nell’arco di 48 ore e ancora saliranno, dall’orecchio del risparmio quel cliente non sente. Distributore Esso in via Wagner, nella zona di via Bologna, Elajada Kasa e Ismali Ilir, marito e moglie, sono davanti agli effetti dell’Iran nel serbatoio.
"Un forte aumento in poche ore”
Vengono dall’Albania e dal 2019 gestiscono il distributore. Sono arrivati in Italia per studiare, entrambi si sono laureati nella facoltà di Scienze Politiche a Padova. Hanno tre figli. Elajada indica le quotazioni, scuote la testa. “Un forte aumento, in poche ore”, sottolinea. Mentre nel display girano i numeri del rincaro. “Il diesel da 1.699 è balzato a 1919, la benzina da 1.659 a 1709. E’ tanto, nessuno fa più il pieno. Fanno venti euro, trenta al massimo. Forse aspettano, sperano che la crisi rientri, che i prezzi scendano”. Una bolla, quella del carburante, che rischia di trascinare tutto il resto, di far lievitare i generi alimentari, il paniere della spesa sempre più caro, più amara anche la tazzina del caffè.
C’è chi lo chiama sciacallaggio
C’è chi lo chiama sciacallaggio. Alessandro Broggi è presidente di Faib Emilia Romagna, vice presidente nazionale sempre per la categoria dei benzinai di Confesercenti. “Faccio questo lavoro da 36 anni e un destro, sinistro così ancora non l’avevo visto”, precisa, preoccupato. E’ drammatica la sua analisi dei picchi che si sono registrati nelle ultime ore. Il primo giorno, martedì, un salto verso l’alto di 12 centesimi. Mercoledì il secondo balzo, altri 12 centesimi. Ieri, nel pomeriggio, l’ultimo annuncio. Il rincaro è di sei centesimi. L’asticella ha continuato ad oscillare verso l’alto. Siamo a più 30 centesimi, solo negli ultimi tre giorni. “Un salto così veloce, immediato e costante mai – ribadisce –. Nemmeno quando nel 2022 c’è stato il dramma del caro energia. Con un picco storico di aumenti, specialmente dopo l’inizio del conflitto in Ucraina”.
I rincari in quel periodo orribile causarono un fortissimo impatto sulle bollette di luce e gas, con aumenti superiori al 60%. Da qui l’appello al governo. “E’ necessario intervenire per evitare un contraccolpo su tutta la nostra economia”. Le quotazioni si inseguono, ondeggiano, continuano a salire, la linea un inarrestabile shuttle. In alcuni distributori il balzo è ancora più forte. La benzina a 1,899 (servito), nella modalità self un litro costa invece 1,749; il gasolio nell’opzione servito ha superato i due euro (2,049), è a quota 1,899 per chi fa da sé.
Forte anche la preoccupazione dei camionisti
Domenico Modugno (Cna) ha una lunga esperienza nel settore, da 20 anni al timone di due distributori a marchio Ip. “Per il momento non abbiamo registrato flessioni nella vendita di carburante, ma ci auguriamo che la situazione in qualche modo rientri”. Dalla benzina al gasolio, forte anche la preoccupazione dei camionisti. “I rincari di questi giorni appaiono fuori controllo, è impossibile prevedere che cosa accadrà – spiega Giorgio Poltronieri, presidente Cna Fita degli autotrasportatori –. E’ necessario e urgente fare in modo che le imprese possano recuperare i maggiori costi generati dagli aumenti del gasolio. Il forte aumento dei costi del gasolio genera un extragettito dell’iva incassata dallo Stato, che potrebbe essere redistribuita a beneficio delle imprese, per esempio tramite credito d’imposta”. Secondo le stime di Cna Fita nazionale, l’aumento dei prezzi alla pompa maturato in appena quattro giorni si traduce, su base annua, in un aggravio di spesa pari a oltre 2.400 euro per un mezzo pesante che percorre 100mila chilometri all’anno. Un salasso.
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