Lo stress entra in classe: "Studenti violenti e poco personale. Prof colpiti da burnout"
Sos dei sindacati: "La scuola è afflitta da gravissimi problemi strutturali. E sono davvero tanti gli insegnanti che scelgono di cambiare mestiere. Il personale è schiacciato dal disagio dei giovani e dalla burocrazia".
Articolo: "Le scuole siano luoghi di studio, non di paura"
Articolo: Pestaggi e spray urticante in classe: "Mancano personale e formazione . Le scuole non siano lasciate sole"
Articolo: Rissa fuori dal Volta, i prof: "Allontanateli"
Ragazzini sempre più violenti e insofferenti, insegnanti sempre più esposti e sull’orlo di una vera e propria ’crisi di nervi’. L’episodio avvenuto a Bergamo, dove un tredicenne ha tentato di uccidere la propria insegnante di francese accoltellandola e riprendendo il gesto in diretta Telegram, ha riportato sulle prime pagine dei quotidiani il tema del disagio giovanile e ha aperto una riflessione più ampia sulla situazione delle scuole italiane. A fare le spese di uno scenario complesso, spesso segnato da rapporti difficili con studenti e famiglie e da un contesto lavorativo che richiede competenze sempre più dettagliate, è il comparto scuola dove – come segnalano i sindacati – si registrano frequentemente casi di burnout e licenziamento tra il personale docente e Ata.
"Disagio giovanile e burnout tra il personale scolastico – spiega Eleonora Verde, segretaria del sindacato scuola Flc Cgil Modena – sono temi diversi solo in apparenza. Tra carenza di personale, richieste sempre più sofisticate da parte di ragazzi e famiglie e burocrazia asfissiante, oggi la scuola è afflitta da gravissimi problemi strutturali che, di riflesso, amplificano anche a Modena fenomeni come il burnout. A ciò si aggiunge la crescente perdita di attrattività della professione, dovuta a un costante aggravio dei carichi di lavoro non accompagnato da un adeguato riconoscimento. Non a caso, rispetto agli anni passati, aumentano anche gli insegnanti che scelgono di cambiare mestiere".
Secondo la sindacalista, i docenti si trovano a fronteggiare situazioni complicate senza le risorse adeguate. "Oggi – prosegue Verde – nelle scuole si mettono in campo sempre più progettualità, ma manca una visione di lungo periodo. Rispetto a qualche anno fa, troppo spesso gli insegnanti si trovano a gestire classi di 27 o 28 alunni, nelle quali aumentano di anno in anno segnalazioni, certificazioni e casi da attenzionare: insegnare programmando una didattica personalizzata in queste condizioni è semplicemente impossibile". Come sottolinea Cgil, ad aggravare il lavoro quotidiano di docenti e del personale scolastico, è una burocrazia asfissiante. "Il personale docente – sottolinea Verde – è ormai schiacciato dal peso di una burocrazia che occupa gran parte del lavoro dei docenti e che spesso nasce da una carenza fisiologica di personale nelle segreterie: un disagio che finisce per scaricare sui docenti mansioni che non gli dovrebbero competere. Come se non bastasse, da gennaio, a causa di un provvedimento del ministero, gli istituti sono costretti a sostituire con personale interno i docenti assenti fino a dieci giorni, senza poter ricorrere a supplenti esterni".
Per Carmelo Randazzo, segretario generale Cisl Scuola Emilia Centrale, il settore sta vivendo una grave crisi. "Si parla di scuola quasi soltanto quando accadono fatti che, come quello di Bergamo, colpiscono l’opinione pubblica – chiarisce Randazzo –. Poi, dopo poco, tutto torna nell’ombra e chi lavora nella scuola resta solo. È inaccettabile: non basta la solidarietà, ma occorre che le istituzioni lavorino insieme alla scuola, costruendo reti educative, presìdi territoriali e programmando interventi coordinati e continui. Secondo il sindacalista, nella maggior parte dei casi, il disagio giovanile nasce in famiglia e si ripercuote sul personale scolastico.
"A differenza di qualche anno fa – chiarisce il sindacalista – le famiglie sono poco numerose ed entrambi i genitori lavorano: di conseguenza, i figli vengono spesso lasciati soli. Quando viene meno il ruolo primario della famiglia, la scuola deve farsi carico di compiti che non le competono e per i quali non sempre dispone di strumenti adeguati". Per Cisl, infine, ad ostacolare il lavoro dei docenti sono precarietà e burocrazia. "Nelle scuole – conclude Randazzo – oltre il 30% dei docenti e Ata sono precari, con stipendi totalmente inadeguati rispetto al costo della vita e agli affitti. Abbiamo segnalato più volte gli effetti devastanti di questo sistema: personale che cambia continuamente, lavoratori lasciati soli ad affrontare situazioni sempre più complesse, comunità scolastiche prive di continuità. Il tutto aggravato da una burocrazia asfissiante che impedisce agli insegnanti di dedicarsi alla didattica".
© Riproduzione riservata
