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Museo dei bambini al Pilastro, linea dura del Comune: “Nessun dialogo con chi distrugge un cantiere pubblico”

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27.02.2026

Il cantiere distrutto al Pilastro e, nel cerchio, l'assessore Daniele Ara

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Bologna, 27 febbraio 2026 – Linea dura del Comune contro gli attivisti che hanno bloccato e devastato il cantiere di Futura, Museo dei bambini al Pilastro: "Non dialogheremo con chi in maniera violenta impedisce a un cantiere pubblico di potersi sviluppare". L'assessore alla Scuola Daniele Ara torna sul tema dei lavori al Pilastro per il Museo dei bambini.

Le parole di Ara a Palazzo d’Accursio: salta la protesta degli attivisti

Il Comune conferma quanto detto nei giorni scorsi e quindi il progetto andrà avanti, nonostante la protesta di Mubasta nei pressi del cantiere. "Le richieste d'incontro sono continuate in questi giorni, ma io non ricevo chi blocca dei cantieri pubblici. Siamo convinti che questa sia la decisione giusta - afferma Ara -. È un progetto educativo molto importante. Tutte le città europee che hanno un 'children museum' hanno scelto di farlo in centro storico, noi abbiamo scelto il Pilastro. Questa è la nostra decisione".

Con l'avanzamento della campagna elettorale in vista delle Comunali 2027, "se un'amministrazione decide di fare un progetto deve portarlo avanti fino in fondo. È quello che ci chiedono i cittadini e quello per cui ci hanno votato", continua. Dobbiamo essere nelle condizioni affinché i lavori ripartano nella maniera migliore, nella sicurezza di tutti, a cominciare dalle persone che lavorano in quel cantiere e nella consapevolezza che quello è il cuore del Pilastro. Questo sarà il luogo per l'infanzia, che i bambini e le bambine di Bologna hanno chiamato Futura e sarà il lievito che permetterà al Pilastro di fare ulteriori passi avanti. Questo quartiere è un luogo di grandi presidi sociali, ma con tanti servizi e con delle fragilità, riteniamo che sia l'area giusta per sviluppare un progetto di questo tipo", prosegue l'assessore Ara.

Alberti tagliati: “Ne pianteremo altri”

Ara, poi, conferma che sono stati tagliati 5 alberi e ne verranno spostati altri 9. "Pianteremo altri 38 alberi - ricorda -. E da inizio 2025 a oggi ne abbiamo piantati 360 in tutto il Pilastro, rendendo il quartiere una delle zone più verdi di Bologna". Futura "è un progetto innovativo che tiene insieme le problematiche sociali ed educative, con le questioni ambientali. È molto apprezzato dai residenti, dialogheremo con chi non è convinto", dice. La situazione di oggi sembra la fotografia di quanto accaduto al parco Don Bosco due anni fa. "Sono ancora fiducioso che quel luogo verrà liberato - spiega Ara -. Gran parte del lavoro per iniziare il cantiere è stato fatto quindi sono ottimista che questo luogo sarà nel più breve tempo possibile libero per permettere ai lavoratori in sicurezza di svilupparlo. Non sarà un museo statico".

Museo a pagamento: sì o no?

Chi critica il progetto, però, afferma che i bambini non si mettono in museo. "Questo pensiero si smonta subito proprio perché questo è più che un museo, sarà un luogo che permetterà tanti momenti didattici, laboratoriali e interattivi che cambieranno continuamente a seconda degli stimoli che arriveranno da istituzioni e territorio. Un grande laboratorio che servirà la città", sottolinea Ara. Un'altra critica è il fatto che sarà a pagamento. "È ancora tutto da definire. Certamente le scuole del Pilastro non pagheranno l'accesso, per gli altri plessi sarà come andare in un qualsiasi altro museo della città. Il Pilastro ne avrà solo da beneficiare", ribadisce.

Le critiche del centrodestra

Sulle critiche da parte del centrodestra: "È il caos dell'opposizione, può dire tutto il contrario di tutto e può avere diversi candidati sindaco. Invece noi abbiamo un candidato sindaco e un progetto che stiamo realizzando", attacca Ara.

Ara, infine, difende la comunicazione del progetto da parte del Comune alla cittadinanza. "Abbiamo fatto numerose assemblee aperte a tutti. Probabilmente non c'è stata l'attenzione dovuta da parte di qualcuno. Abbiamo ricevuto delle richieste di incontro sapendo che non erano richieste di confronto ma per dirci che ci dovevamo fermare che stavamo sbagliando tutto", conclude Ara.

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© il Resto del Carlino