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Pasquale Luiso, noto come il "toro di Sora», ha giocato anche con i dorici. "Una piazza che trabocca di passione e calore». "Una squadra fisica, completa, allenata bene: l’Ancona è un carro armato in testa con merito»

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18.03.2026

"Ha un organico attrezzato che ha saputo far fronte alle difficoltà con una scioltezza disarmante: complimenti".

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A Sora ha legato buona parte del suo percorso calcistico in quattro distinti momenti (conquistando una promozione in C2 nel 1992 e chiudendo la carriera agonistica nel 2008, ndr), mentre ad Ancona è ricordato per qualche apparizione in B e A tra il 2002 e il 2003: Pasquale Luiso, il "toro di Sora" è il doppio ex per eccellenza della sfida di domenica e, da noi contattato, fa le carte al match del Del Conero.

Luiso, come giudica il campionato dell’Ancona? "Ottimo: l’Ancona si trova meritatamente al comando, per me è una squadra fisica e completa in tutti i reparti, allenata da un allenatore esperto a cui faccio i complimenti. Ho avuto modo di vederla all’opera mi ha impressionato molto".

Si aspettava una rimonta così considerati i nove punti di distacco che a fine novembre la separavano dall’Ostiamare? "L’Ancona è stata brava ad approfittare dei passi falsi di Teramo e Ostiamare, senza considerare quanto sia stata pesante la vittoria in casa della squadra di D’Antoni. Ha un organico super attrezzato, che ha saputo far fronte alle difficoltà incontrate con una scioltezza disarmante".

Il Sora invece dopo l’ultima sconfitta è ripiombato a ridosso della zona playout. "Quasi nessuno si aspettava questa sconfitta, ma questo è un campionato strano, dove le più forti possono inciampare anche con quelle meno quotate. Sulla carta non dovrebbe esserci partita, l’Ancona oggi è un carro armato, ma un risultato positivo potrebbe rilanciare il Sora verso il suo obiettivo".

Si aspettava un campionato in tono così minore dei laziali? "L’obiettivo della società è quello di mantenere la categoria, lo aveva detto il presidente a inizio stagione. E’ chiaro che ora come ora affronta l’avversario peggiore, ma secondo me ci sono le condizioni per poter puntare a una salvezza diretta".

Dall’alto della sua esperienza, cosa serve per uscire da queste categorie? "Sicuramente l’esperienza, appunto e gli uomini di categoria, altrimenti fai fatica. Poi devi trovare i giovani bravi, che sono quelli che ti danno buona parte dello slancio giusto: l’Ancona ci è riuscita, amalgamandoli ad un gruppo più esperto. Buona parte del merito va a Maurizi, è un allenatore che sa come gestire un gruppo".

Cosa manca secondo te per far sì che l’Ancona torni ai fasti e alle categorie che tu hai vissuto in biancorosso? "Ancona è una piazza che trabocca passione e calore, non c’entra nulla con queste categorie. Ricordo la sfida di Coppa Italia contro il Milan nel 2002, una cornice di pubblico pazzesca. So che la società attuale sta cercando di strutturarsi in vista dell’anno prossimo, ma intanto per gettare le basi per un futuro roseo bisogna uscire il prima possibile dal dilettantismo".

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