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Capitan Ciofi non cerca attenuanti: "Prova inaccettabile, ci sarà da lavorare"

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18.03.2026

La squadra a fine gara. Sotto, Shpendi e i quasi 400 tifosi. bianconeri presenti a Mantova (Foto Garavaglia)

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Sono stati decisamente giorni intensi, gli ultimi. Sabato, dopo il pareggio interno col Frosinone, è arrivato l’esonero di mister Michele Mignani e, conseguentemente, il Cesena ha scelto Ashley Cole per sostituirlo. L’ex terzino inglese, però, ha avuto appena due allenamenti (uno di scarico e uno di rifinitura) per preparare il match di Mantova. La diretta conseguenza è che, sulle rive del Mincio, il Cesena è finito tritato: i biancorossi hanno calato il tris, partendo, tra l’altro, da un autogol di Zaro. "Sicuramente sono stati giorni di profondi cambiamenti – spiega capitan Andrea Ciofi al termine del match –, e quando si modificano le cose in così poco tempo è sempre difficile".

Cole, appena arrivato, ha già provato a dare la sua impronta alla squadra. "C’è stata qualche richiesta diversa da quanto eravamo abituati, e posso dire che ci sarà da lavorare tanto. Dovremmo imparare a conoscere il nuovo allenatore e quelle che saranno le sue richieste". Davanti ci sono ancora sette partite, e nulla è perduto. "La prestazione di Mantova non è accettabile e la certezza è che bisognerà lavorare tanto. Così non si va da nessuna parte e bisogna fare molto di più". Partendo dall’assimilare, fra le altre cose, anche il nuovo modulo: Cole ha schierato il Cesena con un 4-2-3-1, dopo quasi due anni di 3-5-2 ‘mignaneschi’. "Quando cambi modulo dopo un percorso lungo quasi due anni, è normale trovarsi di fronte a richieste diverse. Poi, ovviamente, in due giorni non è facile capire tutto quanto ci viene chiesto. Voglio però essere chiaro: questa non è una giustificazione, perché non abbiamo disputato una buona partita. Però c’è tanta strada e tanto lavoro da fare, e da parte nostra dobbiamo capire subito quello che vuole il mister. È una persona che ci crede".

E le richieste, nonostante la barriera linguistica, arrivano chiare. "Parla italiano, ma non molto bene – continua Ciofi –. Poi ci sono altri compagni che ci aiutano a tradurre per capire meglio quello che ci vuole dire". D’ora in poi, sette finali. La situazione non è bellissima, ma guai a definire i playoff a rischio. "Finora abbiamo disputato un campionato in cui siamo riusciti sempre a rimanere dentro agli spareggi, questa squadra si merita di disputarli a fine stagione e da qui alla fine è ancora tutto aperto: giocheremo anche scontri diretti, contro squadre che sono vicino a noi. Il gruppo non vuole mollare e, anzi, noi ci crediamo e crederemo sempre. Fino all’ultimo minuto dell’ultima partita".

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