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Michele Mari: “Gene Hackman grande amore. Per rendergli omaggio l’ho messo nel romanzo”

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27.09.2026

Gene Hackman (1930-2025). Cineteca Milano dedica all’attore statunitense la rassegna “Gene Hackman: una faccia per il cinema“ (a partire dal 14 ottobre)

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Le passioni sotterranee sono le più belline. Anche perché rivelano incroci curiosi. Tipo: l’amore incondizionato di Michele Mari per Gene Hackman. Un amore vissuto nel silenzio. Clandestino. Prima di omaggiare l’attore californiano ne I convitati di pietra (Einaudi, Premio Strega 2026) attraverso il personaggio di Lothar Semprini, hackmaniano convinto, la cui ossessione diviene centrale nel romanzo. Questa volta però niente libri. L’occasione per chiacchierare con lo scrittore milanese la offre infatti Cineteca Milano con la rassegna Gene Hackman: una faccia per il cinema, dal 14 ottobre all’Arlecchino. Dodici titoli, si parte con La conversazione di Coppola. E, soprattutto, con lo stesso Mari che alle 18.30 introdurrà la retrospettiva. Raccontando di sé stesso, del mondo e del Semprini.

Mari, da dove nasce questa passione per Gene Hackman?

“Fin da ragazzo mi ha subito colpito e affascinato. Non tanto per le sue qualità attoriali che ho scoperto col tempo. Quanto per la fisicità, la faccia, il modo di occupare lo spazio. In passato l’avevo già citato un paio di volte, confessando un mio debole. Ma ora ci tenevo a........

© il Resto del Carlino