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Spiagge, la Corte dei conti ferma il ‘progetto’ dei concessionari

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03.03.2026

La Corte dei Conti ha bocciato l'idea di project financing per confermare concessioni trentennali di ristoranti e stabilimenti sulla spiaggia di Riccione

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Una pietra tombale sull’ipotesi di un project financing per confermare concessioni trentennali di ristoranti e stabilimenti sulla spiaggia. Il tanto atteso pronunciamento della Corte dei conti, alla quale si era rivolto il Comune di Riccione per avere un parere, è infine arrivato la scorsa settimana. Il responso ha confermato tutti i dubbi che negli uffici pubblici venivano nutriti sulla tenuta giuridica di questa ipotesi.

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Il Comune aveva attivato un tavolo tecnico per approfondire la possibilità di procedere con la proposta dei privati che è stata formalmente presentata da un gruppo di concessionari, circa una settantina, il 24 agosto. In seguito il Comune aveva avviato la procedura amministrativa il 7 ottobre. La data è importante perché anticipa di un giorno il pronunciamento della Commissione europea con il quale si apriva la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato rinnovo delle concessioni balneari, e allo stesso tempo venivano fatti rilievi proprio sulla disciplina del project financing, contestandola.

I punti focali posti dal Comune erano principalmente due. Il primo risiede nel principio di prelazione contenuto nella procedura di project financing. In questo caso chi presenta il progetto rivolto alla città in cambio della durata pluridecennale della concessione, mantiene un diritto di prelazione se la propria offerta viene raggiunta da un altro pretendente. Se accadesse, il primo proponente potrebbe rilanciare e portarsi a casa comunque progetto e concessione. Questo principio è quello contestato nella sentenza della Corte di Giustizia europea del 5 febbraio scorso. Il diritto di prelazione va in conflitto con il principio di concorrenza, ed è questo il pronunciamento al quale si riferisce la Corte dei conti nel rispondere al Comune. Riassumendo, per la Corte dei conti la procedura del project è ‘incompatibile con l’ordinamento europeo’.

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Fin qui la stroncatura è netta, e a nulla vale il secondo punto posto dal Comune. Gli uffici di via Vittorio Emanuele II hanno chiesto se era possibile considerare la proposta presentata dal Consorzio come antecedente a quanto giunto poi dall’Europa, visto che il Consorzio riccionese aveva formalizzato la proposta in agosto. Su questo la Corte dei conti sottolinea come il procedimento comunale non è affatto concluso, mentre i rilievi giuridici sul sistema del project sono evidenti. Dunque se il Comune intende andare avanti lo dovrà fare con le norme vigenti, quelle, per intenderci, che hanno stroncato lo strumento.

Ora si attende che la giunta Angelini decida sul da farsi, anche se qualcosa la dice già oggi lasciando capire come andrà a finire. "L’amministrazione aveva chiesto un parere alla Corte dei conti – spiegano dal municipio – nella consapevolezza che il quadro normativo andava nella direzione poi prospettata dalla stessa Corte. In effetti il quadro normativo è stato confermato. Ora il parere verrà portato al tavolo tecnico e in seguito si prenderà una decisione". Battuta di arresto per l’ipotesi del project financing, mentre gli uffici continuano a lavorare sui bandi per il rinnovo delle concessioni.

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© il Resto del Carlino