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Cassette di sicurezza e appartamenti: la fortuna ‘spartita’ con i figli

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28.02.2026

Tra i beni confiscati a Patrizia Gianferrari, diversi erano intestati ai figli Marco e Benedetto Camon, e ad altri, ma...

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Tra i beni confiscati a Patrizia Gianferrari, diversi erano intestati ai figli Marco e Benedetto Camon, e ad altri, ma sono stati ritenuti comprati con provviste illecite riferibili alla donna. Per Marco Camon, risultavano quote societarie, un’abitazione con garage a Castellarano (in via don Reverberi 25) acquistata nel 2007, conti correnti, un credito in una società pari a 150mila euro, una cassetta di sicurezza a Castellarano con preziosi per 12mila euro. Il tribunale ha analizzato se i beni potessero essere ricondotti suoi redditi e compatibili con la sua vita a Milano insieme alla compagna Irene Berzero, fashion blogger, e ai due figli. Si rileva che tra il 2007 e il 2023 "Camon non ha mai svolto attività lavorativa, ma percepito solo redditi da locazione di immobili riconducibili alla madre" per cifre annue sui 10mila euro, superando i 20mila solo per due anni. L’aggiudicazione della casa di Castellarano "avvenne per 280mila euro versati dal figlio allora 20enne": 21mila in contanti e 268mila con assegni circolari. Emerge come Gianferrari "avesse aperto conti correnti ottenendo un’apertura di credito per oltre mezzo milione a fronte di fidejussioni false e presentando ricevute bancarie contraffatte".

Secondo la difesa, gli altri beni erano leciti perché riconducibili all’operazione fallimento Molini, che nel 2016 avrebbe fruttato a Camon 606mila euro. Per i giudici "tramite tale somma, di fatto proveniente da una società riconducibile a Gianferrari con indizi oggettivi di evasione fiscale", Camon potè iniziare la compravendita di orologi dal 2017. Per la difesa, il suo patrimonio era riconducibile anche alle scommesse ippiche e sportive: "Dalle foto di scontrini Snai non si possono ricavare con certezza il possessore e il puntatore - obbietta il tribunale -. Le poche schermate dell’app Snai riconducibili a lui non danno riscontro dell’accredito". La compagna del figlio Marco, Irene Berzero, aveva intestate due cassette di sicurezza aperte nel 2021 e nel 2023 a Milano e a Riccione in viale Ceccarini, con contanti, orologi di lusso e preziosi per valori di 200mila e di 54mila euro. Per la difesa "servivano a evitare furti e rapine, contenevano regali per la nascita dei due figli della coppia, incassi delle sponsorizzazione di prodotti su Instagram, compensi come hostess in locali in Italia, Montecarlo, Dubai, Marbella, Londra, per servizi fotografici e sfilate". Per i giudici, di certo le attività della donna, grazie all’alto numero di follower, le hanno garantito standard di vita elevati: "Ma la sua attività le ha comportato oneri fiscali e dichiarativi che la difesa avrebbe potuto allegare a comprova dell’effettiva percezione dei compensi".

I beni delle cassette sono stati ricondotti al compagno. Anche a Benedetto Camon risultavano intestate quote societarie, conti correnti, una cassetta di sicurezza a Milano. Dal 2021 emerge che lui dichiarò redditi da lavoro autonomo, ma il tribunale ha rilevato che le fatture erano emesse verso società riferibili alla madre. La difesa ha addotto le sue vincite da gare ippiche, perché tra 2004 e 2019 lui fu proprietario di cavalli da corsa, tra cui uno che gli fece incassare oltre 250mila euro: "Ma i documenti non fanno riferimento a fatture di acquisto, di vendita e certificati di proprietà".

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