Bambino sordo pestato in biblioteca. “E il padre è stato massacrato, ha rischiato di perdere un occhio”
Reggio Emilia, 18 febbraio 2026 – “Mio figlio di 13 anni, che ha problemi di ipoacusia, è stato preso per i capelli e sbattuto sul divano. Suo padre è stato massacrato e ha rischiato di perdere un occhio. L’uomo che li ha aggrediti dentro la biblioteca ’Santa Croce’’ è un folle».
Rabbia e paura si mescolano in una madre di 42 anni, per quanto hanno subito il ragazzino e il suo ex marito. Dopo essere stati colpiti lunedì pomeriggio alle 17.15 dentro la struttura di via Adua da una persona a loro sconosciuta hanno dovuto ricorrere al pronto soccorso. Il padre ha sporto denuncia ieri ai carabinieri, che lunedì sono anche accorsi in biblioteca subito dopo essere stati chiamati dal personale.
«Mio figlio si trovava in biblioteca insieme a cinque-sei suoi amici – racconta la donna, che lavora come impiegata –. Probabilmente quell’uomo si è infastidito per il tono alto delle voci. Mio figlio, però, è affetto da sordità e indossa apparecchi acustici: quando parla a volte non si rende conto che il volume della sua voce si alza. I ragazzini e quel frequentatore erano divisi da una parete di libri. A un certo punto lui ha detto: ’Avete rotto... ’ e si è alzato per cercarli. Ha trovato mio figlio in un angolo, mentre altri due si erano spostati».
L’uomo si è scagliato contro il minorenne: «Ha preso mio figlio per i capelli e lo ha strattonato, facendolo sbattere con la nuca sul bracciolo del divano».
Il bambino ha telefonato alla madre: «Mi ha detto che era stato picchiato in biblioteca. Io però non riuscivo ad accorrere perché ero bloccata nel traffico, così ha chiesto a mia madre di andare là. Quand’è arrivata, lei ha chiesto agli addetti chi fosse la persona che aveva aggredito suo nipote. Quell’uomo si è alzato e ha detto: ’Sono stato io a picchiarlo perché voi crescete m. maleducate’. Poi ha tentato anche di picchiare anche mia mamma che ha 69 anni, ma è stato trattenuto dagli operatori».
Nel frattempo sono stati allertati i carabinieri. Ed è arrivato sul posto anche il padre del minore, un 47enne che fa l’impiegato. «Quell’uomo si è rivolto a lui dicendogli: ’Cosa c’è, le vuoi prendere anche tu?’».
Il padre ha messo nero su bianco nella caserma di Santa Croce che quello sconosciuto ha aggredito pure lui: «Si è alzato all’improvviso e mi si è avventato contro. Ha preso la mia testa tra le mani e ha premuto con forza le sue dita nelle cavità dei miei occhi». Il genitore ha raccontato di aver sentito «un forte dolore»: «Sono caduto a terra e l’altro è rimasto avvinghiato a me, continuando ad aggredirmi». In quel momento è arrivata la pattuglia dell’Arma che ha evitato conseguenze peggiori: «I carabinieri hanno separato l’aggressore da me». Poco dopo è accorsa un’ambulanza che ha trasportato padre e figlio al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova.
Al genitore sono state diagnosticate una lacerazione congiuntivale e diverse contusioni, con prognosi di quattro giorni (nella foto al centro). L’adolescente ha riportato un lieve trauma cranico, giudicato guaribile in tre giorni.
È stato girato all’interno della biblioteca un breve video in cui si sente l’uomo dire, con il sottofondo della voce di un bambino: «La prossima volta ti meno sul serio, poi vedi... Ti faccio una faccia così».
La madre del 13enne racconta di aver chiamato la biblioteca chiedendo se ci fossero filmati che riprendessero l’accaduto: «Mi è stato risposto che non ci sono telecamere. Eppure in una struttura pubblica come quella, che è anche piuttosto grande, sarebbe necessario installarle: è impensabile che ne sia sprovvista. Mi risulta che i carabinieri abbiano preso le generalità di quell’uomo e che poi lo abbiano rilasciato. Ho voluto accertarmi da mio figlio se lui si sia comportato male con quella persona, perché so che a volte i ragazzi possono essere fastidiosi, provocare, fare scherzi o comportarsi male, ma lui mi ha giurato di non avergli fatto nulla. Se ha alzato la voce, non lo ha fatto apposta, ma a causa dei suoi grossi problemi di udito, eppure quell’uomo gli si è scagliato contro. E se non fossero intervenuti i carabinieri, suo padre avrebbe potuto diventare cieco».
