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Gas, Zagabria apre cinque nuovi pozzi: così l’Alto Adriatico diventa croato

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27.09.2026

Raddoppiare la produzione di gas dei propri giacimenti nell’Adriatico rendendo il Paese più stabile sul fronte della sicurezza energetica, sebbene con una dipendenza dalle forniture esterne destinata a rimanere significativa. E rafforzare, al contempo, il ruolo della Croazia come nodo energetico regionale.

È questo il quadro che emerge dalle ultime mosse dei grandi attori croati degli idrocarburi, a partire dal gigante nazionale croato Ina, che ha appena avviato un nuovo ciclo di investimenti nell’Adriatico settentrionale; mentre il terminale Lng di Krk (Veglia) consolida il proprio peso nella rete energetica dell’Europa centrale e sudorientale.

Lo ha confermato a questo giornale la stessa Ina, interpellata per chiarire i principali aspetti di un annunciato investimento per nuove attività di estrazione di gas nell’Alto Adriatico. Investimento da 65 milioni di euro, spiegano da Ina, che è pensato in particolare «per compensare il naturale calo della produzione dei giacimenti maturi, garantendo allo stesso tempo ulteriori volumi di gas per il mercato interno».

La campagna offshore nel Nord Adriatico e lo sviluppo del giacimento Irena «rappresentano una parte importante degli sforzi dell’Ina per consolidare la sicurezza dell’approvvigionamento di gas in Croazia», puntualizza l’azienda.

Entro la fine dell'anno il completamento........

© Il Piccolo