Tiziano Ferro mette i brividi ai 35.000 dello stadio Euganeo
Dicevano che era fuori forma, senza voce, invecchiato. Dopo la data zero del suo tour, sui social era partita la gogna, commenti feroci sotto video di mezzo minuto di un concerto che in due ore e mezza racconta una carriera di 25 anni. E invece eccolo qua, Tiziano Ferro. Torna sui palchi dopo tre anni – i più difficili della sua vita, faccende personali – e ci mette venti minuti a incendiare lo stadio Euganeo, con la potenza della sua voce, soprattutto con quella.
Il tempo di uscire dal suo personalissimo tunnel interiore, di guardarsi allo specchio e dirselo una volta ancora - Sono un grande, title track del suo ultimo album, inno del riscatto personale è il brano d’apertura - e poi ricominciare a giocare a carte scoperte, come d’altra parte ha sempre fatto, anche nei suoi giorni più scuri.
E infatti subito dopo arriva “Cuore Rotto” ed è un’altra canzone-manifesto, quella che racconta i fantasmi del passato recente e la risalita difficile. E poi c’è “Fingo e Spingo” che completa il tris di singoli presi dall’ultimo lavoro. E anche questo è un segnale, perché tutti sanno che questo sarà un concerto di greatest hits, di successi senza tempo, uno dietro l’altro.........
