Carlo fa i Conti (Auditel): "Ascolti alle stelle o in calo. Assumo ogni responsabilità"
Per la serata del debutto spettatori e share in flessione rispetto all’anno scorso
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Roma, 26 febbraio 2026 – Lunedì aveva messo le mani avanti, ma è caduto lo stesso. Gli ascolti della prima serata del Festival 2026 non mentono: rispetto all’anno prima sono caduti dall’ultimo piano. 2025: 12,6 milioni e il 65% - 2026: 9,6 milioni e il 58%. Gli acrobati dell’auditel di casa Rai hanno cercato di lanciare i fumogeni: gli spettatori davanti alla tv erano di meno, poi bisogna contare quelli che l’hanno visto dal web, quelli che l’hanno recuperato con calma su Raiplay, quelli che hanno visto le clip, quelli che passavano di lì per caso, quelli che si sono addormentati nell’altra stanza... Lui no.
Carlo Conti, nella sua giocosa imperturbabilità, non si nasconde dietro il divano. Oddio, anche lui invoca il Var: "Lo avevo detto, il panorama è completamente cambiato: c’è stata controprogrammazione, c’è stata la partita dell’Inter... Ma, come ho già sottolineato, l’anno scorso, di fronte a un risultato imprevedibilmente clamoroso che nessuno si aspettava, non ho gonfiato il petto. Così oggi non mi deprimo: non sono riuscito a battere me stesso, pazienza. Sono più che soddisfatto: le radio trasmettono i brani di Sanremo, le canzoni del Festival sono già entrate in classifica, le case discografiche mi chiamano per complimentarsi...". Ma quando una collega gli chiede: se gli indici d’ascolto dovessero peggiorare ancora, a chi darebbe la colpa, allo spettacolo o alle canzoni?, lui, Carlo Conti, esibisce il solito sorriso e risponde: "Darei la colpa al direttore artistico". Che, come sappiamo, gli è molto vicino.
Dopo anni in cui i conduttori usciti malconci dall’urna dell’Auditel invocavano ogni sorta di pretesto – "c’era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c’è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette, lo giuro su Dio!" – abbiamo assistito all’insolito spettacolo di un responsabile che afferma: è colpa mia. Non capita spesso. In genere i direttori artistici (anche Pippo Baudo – così come Simona Ventura) invocavano ogni sorta di maledizione astrale, dalla controprogrammazione (che allora esisteva davvero), alla scarsa collaborazione delle case discografiche. "Gli ascolti sono calati ma quello della prima serata resta il quarto risultato più alto dal 1997 (cioè da quando esiste l’Auditel, ndr)", si è consolato Conti. Dato vero solo se riferito all’audience perché, in termini assoluti, sono parecchie le edizioni più seguite. E ha aggiunto: "Cosa ci aspettavamo? Io credevo che avremmo fatto un po’ meno, viste il panorama televisivo attuale". Insomma, come capita raramente anche nel calcio, abbiamo un allenatore che non dà la colpa all’arbitro, al calendario, al freddo, al caldo, all’altitudine, al campo, ma si assume le proprie responsabilità Anche se – occorre dirlo – le annate sanremesi, dal punto di vista musicale, possono essere buone, ottime oppure scarse. E quest’anno, non s’è visto, anzi sentito, né un barolo né uno champagne.
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