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Paziente si spara al Sant’Anna: la lunga malattia, il colpo di pistola in camera e l’operazione per salvarla

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13.04.2026

La polizia è intervenuta all'Ospedale Sant'Anna di Como dopo il tentativo di suicidio

Per approfondire:

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Un colpo di pistola, con l'intenzione di mettere fine a una vita che l'aveva ormai stremata. Esploso verso di sé, in un letto d'ospedale dove stava affrontando l'ennesimo ricovero, senza la speranza di poter migliorare la sua condizione. Ma quella pistola, maneggiata con l'imperizia di una donna di 75 anni che forse per la prima volta si è trovata a utilizzare un'arma, non l'ha aiutata a mettere fine alla sua vita.

Il proiettile l'ha raggiunta alla gola, ferendola gravemente, ma non al punto da esserle letale. Un tragico tentativo di suicidio avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì 13 aprile in una stanza del reparto di Medicina Generale dell'ospedale Sant'Anna, a San Fermo della Battaglia, il presidio ospedaliero più importante del Comasco.

L'ingresso dell'ospedale Sant'Anna a San Fermo della Battaglia (Como)

La pistola e lo sparo

La donna, 75 anni, malata da tempo e con una situazione clinica grave e ormai cronicizzata, mentre era nel suo letto ha estratto una pistola Beretta calibro 7.65, l'ha rivolta verso di sé e ha esploso un colpo: nella stessa stanza c'era un'altra anziana degente, che non ha visto nulla grazie alla riservatezza con cui sono separati i posti letti. Ma subito quel colpo dilaniante, ha fatto accorrere medici e infermieri, che si sono trovati a dover prestare le prime cure alla donna, che aveva accanto la pistola.

Le condizioni della 75enne

"La paziente – ha fatto sapere Asst Lariana attraverso l’ufficio stampa - è stata immediatamente soccorsa dal personale sanitario e trasferita in sala operatoria”. Operata e stabilizzata, in condizioni gravi, ma non in pericolo di vita. Nel frattempo è stata chiamata la polizia, del posto fisso interno all'ospedale, seguita dalla Squadra Mobile e dalla Scientifica. Non solo per consentire il sequestro dell'arma e la messa in sicurezza, ma anche per capire come fosse entrata in quella stanza d'ospedale.

Sentiti i parenti

Secondo gli accertamenti successivi degli investigatori, che hanno sentito i parenti della donna, potrebbe essere stata lei stessa a portarla da casa, forse fin dall'inizio intenzionata a usarla. Pare infatti che si trattasse di un'arma trovata tempo prima durante lo sgombero dell'abitazione di una parente che era mancata, che deteneva la pistola con il caricatore e relative munizioni. Tenuta da parte, forse senza sapere cosa farne. Fino a qualche giorno fa, quando la prospettiva di un ennesimo ricovero, ha spinto l'anziana donna a portarla con sé  

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